Edilizia, settore in “rosso”
CORMONS
Fornaci di Cormons, ci sarà il secondo anno di cassa integrazione straordinaria per i 18 lavoratori dello storico stabilimento isontino, che ha chiuso i battenti nel marzo dello scorso anno. Lo annuncia il sindacalista della Fillea Cgil, Enrico Coceani, precisando che grazie all’azione concertata di istituzioni, sigle sindacali e azienda si è riusciti a re-inserire sei lavoratori. Non è rosea la situazione dell’edilizia. Il settore delle costruzioni è in caduta libera, in provincia di Gorizia. In tre anni e mezzo il comparto ha perso 650 posti di lavoro e 57 imprese. Questi i numeri della crisi, fotografata dai rilevamenti delle casse edili: i dati sono aggiornati a luglio del 2011. Nel 2008 l’isontino poteva vantare 1870 operai impiegati nel settore. Il numero di addetti è calato drasticamente l’anno successivo, passando a 1347. Il decremento è proseguito, costante, anche nel 2010, con meno 98 posti di lavoro. Stessa parabola discendente per le imprese di costruzioni. Se nel 2008, in provincia di Gorizia, erano presenti 338 ditte nel comparto edile, nel 2011 ne erano registrate appena 281. «L’edilizia residenziale – prosegue Coceani – è praticamente ferma. Molti sono in cigs e se non avessimo il cantiere del raccordo autostradale Villesse-Gorizia la situazione sarebbe ancora più drammatica. Purtroppo il sistema bancario ha chiuso i rubinetti del credito, le amministrazioni pubbliche sono in ritardo sui pagamenti delle opere, le famiglie non chiedono interventi di manutenzione e ristrutturazione nelle abitazioni perché non hanno liquidità e così moltissime aziende per forza di cose sono implose». (i.p.)
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