Edificio storico da salvare a Latisana

Al palazzo Molin Vianello in via Rocca crepe nei muri e intonaco che si scrosta. I consiglieri Abriola e Simonin lanciano l’allarme

LATISANA. Crepe nei muri e intonaco che si scrosta. A quasi dodici anni dall’ultimo parziale intervento di sistemazione, palazzo Molin Vianello, in via Rocca, dà chiari segnali di decadimento. E l’urgenza di mettere mano all’edificio sarà all’ordine del giorno dei lavori del consiglio comunale convocato per lunedì pomeriggio.

Catalogato nel registro del patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia come risalente al XVII secolo, la storia dell’edificio va davvero indietro alla Latisana che fu. Casa patrizia dei signori Danieli, all’epoca su tutto il retro presentava una corte interna.

Negli anni Cinquanta al piano terra vi trovarono sede gli uffici della posta e successivamente diventò un deposito di mobili per un negozio di Latisana.

Fu alla fine degli anni Sessanta che lo acquistò il Comune per ricavarne alcuni alloggi e dare una sede alla biblioteca comunale, fino al trasloco al centro Polifunzionale, una volta completata la sua costruzione.

Per qualche tempo, quando fu ristrutturata la sala consiliare del municipio, nella stanza al piano terra, palazzo Molin Vianello ospitò anche le sedute di consiglio comunale di Latisana.

Da circa vent’anni è sede sia della scuola comunale di musica che della Pro Latisana e da qualche anno anche dell’ufficio di Informazioni e accoglienza turistica. Al primo piano ospita una delle più belle sale di rappresentanza presenti a Latisana.

Nel 2004 il Comune mise mano allo storico edificio con un mini-intervento di maquillage, per sistemare l’interno degli uffici e la facciata esterna del palazzo, che già allora presentava alcune crepe.

Adesso però necessità di «azioni urgenti di manutenzione», come scrivono i consiglieri comunali Luca Abriola e Sergio Simonin in un ordine del giorno presentato una settimana fa.

«Negli anni ’80 il Comune di Latisana - scrivono -  è intervenuto direttamente per il recupero del palazzo Molin Vianello, con un importante intervento, nel pieno del centro storico, recuperando 14 alloggi e la parte centrale del palazzo con il salone di rappresentanza. Salone che ha richiesto interventi particolari per salvare affreschi di pregio, attribuiti alla scuola bolognese degli inizi del ’700 e ridarne giusta valorizzazione con la collaborazione della Sovraintendenza alle belle arti».

«Un’operazione qualificante, non solo dal punto di vista sociale, ma anche da quello culturale – scrivono i due consiglieri nell’ordine del giorno – dopo anni di utilizzo il salone centrale, gli arredi, le scale, il corridoio di accesso hanno necessità d’interventi urgenti quali l’eliminazione delle appariscenti crepe murarie, ripristino dell’intonaco danneggiato, tinteggiatura delle scale e rifacimento del pianerottolo, la manutenzione e sostituzione degli arredi e un miglioramento dell’utilizzo dell’ingresso, più adeguato e compatibile con il pregio dell’edificio».

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