Ecco le mosse della Regione contro il virus: tendopoli e terzo centro di quarantena

L’autonomia lasciata ai sindaci per decidere come muoversi sul territorio, all’interno però dei paletti fissati dall’ordinanza emessa lunedì, è un discorso. Ma di fronte all’emergenza – per quanto questa non abbia al momento fatto registrare alcun caso in Friuli Venezia Giulia – la Regione stringe ulteriormente i tempi e rafforza il campo della prevenzione.
Con due novità, importanti, come spiegato ieri da Massimiliano Fedriga e Riccardo Riccardi agli oltre 170 sindaci che si sono ritrovati nell’auditorium della Regione per l’incontro in cui sono stati analizzati i contenuti della serrata decisa a inizio settimana: l’individuazione di un terzo sito per la quarantena degli eventuali infetti e la volontà di installare, all’esterno dei pronto soccorso, una serie di tendopoli per rafforzare, in questo periodo, i presidi, di emergenza-urgenza.
RUOLO DEI SINDACI
Il governatore, con i primi cittadini, è stato chiaro. «L’ordinanza detta alcune linee guida da cui non si può trascendere – ha spiegato –, ma poi lascia, espressamente, la scelta su come modulare le singole fattispecie a chi conosce i territori. Non abbiamo fissato un termine perentorio, ad esempio con un tetto massimo di 10 persone per evento, proprio perché riteniamo che ogni caso faccia storia a sé». Chiarito, dunque, questo concetto è stato spiegato, poi, come per esercizi commerciali e mercati non sia prevista alcuna limitazione né prescrizione.
POTENZIAMENTO
In questi giorni, inoltre, la Regione ha proceduto a rafforzare «il personale a disposizione del Numero unico dell’emergenza (Nue) e della Protezione civile», ha continuato Fedriga, così come «quello dei reparti di infettivologia».
Il governatore, quindi, ha confermato la messa a disposizione uno specifico numero verde (800-500-300) riservato alle informazioni proprio per non appesantire il traffico del 112 dedicato alle situazioni di emergenza, cioè alla presenza di sintomi, che già in questi giorni ha fatto registrare un balzo in avanti considerevole dei contatti.
La Regione, motivando tra l’altro davanti ai sindaci l’indifferibilità e l’urgenza delle procedure messe in atto, ha rimarcato come, nonostante il virus abbia un basso indice di mortalità, sia importante contenere il più possibile la diffusione della malattia, anche per limitare un aumento del numero dei ricoveri in terapia intensiva. Perché il problema, in fondo, è soprattutto questo ed è proprio legato al fatto che quei reparti difficilmente riuscirebbero a sostenere presenze in numero considerevole di pazienti infettati da coronavirus e che dovessero avere la necessità, appunto, di essere ricoverati in terapia intensiva.
NUOVE TENDOPOLI
Esattamente come in altre Regioni, il Friuli Venezia Giulia si sta attrezzando per potenziare i pronto soccorso con l’allestimento, grazie al lavoro della Protezione civile, di vere e proprie tendopoli – già installate ad esempio a Latisana e Palmanova – all’esterno degli ospedali.
«Partiremo dai siti principali – ha confermato Riccardi –, ma l’obiettivo è quello di coprire l’intero spettro dei nostri nosocomi». Di fronte al possibile, se non probabile, aumento di accessi al sistema dell’emergenza-urgenza, infatti, l’idea è quella di mettere a disposizione del sistema una serie di strutture mobili che consentano, in determinati e non urgenti casi, di ampliare i posti a disposizione di singoli pronto soccorso.
CENTRO DI QUARANTENA
Nel frattempo, dopo le strutture già definite a Tricesimo e Muggia, la Regione sta cercando altri due siti per le operazioni di eventuale quarantena degli infetti, Una, in realtà, è già stata individuata e porta a Pasian di Prato. Parliamo, nel dettaglio, dei 35 posti letto che saranno allestiti in camere dotate di bagno, nelle vecchie palazzine occupate dai militari dell’aeronautica a Pasian di Prato, alle porte di Udine. «Il sito è sicuro – conferma il sindaco Andrea Pozzo –, lontano dalle zone residenziali della cittadina, all’interno di un complesso militare e pure vicino alla postazione dell’elisoccorso regionale».
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