Ecco la cucina "giappo-friulana": il sushi sposa San Daniele, frico, formadi frant e cipolla di Cavasso

La possibilità di assaporare un Nigiri al formadi frant oppure un Uramaki col prosciutto di San Daniele o i gamberi con la cipolla di Cavasso: è un connubio friul-giapponese quello che si può trovare al ristorante Yokoso (in italiano “benvenuto”) aperto in viale Dante 12, laddove in precedenza sorgeva una banca, che nasce dopo un investimento importante da parte della proprietà (il progetto è della ditta Marilena Neretti) e in base alle disposizioni del nuovo regolamento comunale che impone criteri più severi per le attività economiche che si insediano in città.
Insomma, per aprire ex novo un’attività di somministrazione di cibi e bevande all’interno del ring il regolamento prevede ci siano almeno cinque prodotti del territorio. Quella che per molti (soprattutto ristoranti giapponesi) poteva essere una limitazione, per Marilena rappresenta un’opportunità per intercettare una clientela maggiormente legata ai sapori tradizionali e al territorio e sperimentare delle ricette veramente innovative.
«Una delle condizioni poste dal Comune – ha precisato la giovane titolare con padre italiano e madre cinese, 28 anni – è quella di inserire almeno cinque prodotti gastronomici locali. Ebbene, da qui è nato il “menù art” che abbiamo creato proprio per questa ragione. È stata un’occasione per noi per avvicinare il prodotto tipico al sushi giapponese».

Originaria di San Donà di Piave, i genitori gestiscono diversi ristoranti giapponesi in Veneto. Yokoso è stato aperto circa un anno e mezzo fa a Maniago. «Ho deciso di aprire uno Yokoso anche a Pordenone, in una piazza più grande – ha affermato Marilena –, ed è la prima volta che ci metto la faccia, con una gestione in prima persona. La zona che abbiamo scelto è molto frequentata e di passaggio. Qui mancava un luogo dove poter mangiare, anche in pausa pranzo, con un servizio rapido e veloce, che è una delle nostre caratteristiche».
La zona scelta per questa nuova apertura è tutt’altro che banale: alle spalle si apre piazza Risorgimento, area centrale, ma nella quale l’offerta food si è molto ridimensionata nel tempo e dove mancava, sinora, un ristorante di dimensioni importanti come Yokoso. La cucina giapponese, inoltre, ha dimostrato di saper attirare una clientela sempre più numerosa: proponendo però anche ricette che strizzano l’occhio al territorio (oltre al San Daniele, al Frant o alla cipolla di Cavasso, già citati, ci sono anche il frico e il miele friulano) creando un’opportunità per chi l’esotico non lo gradisce.
Aperto sette giorni su sette, la titolare del ristorante attende la clientela per proporre le ricette tipiche giapponesi (oltre a quelle rivisitate) tutto preparato al momento con prodotti freschi.
A fronte del notevole investimento e dello sforzo per realizzare un menù a chilometro zero, l’amministrazione comunale ha dato il via libera per questa nuova apertura: per la prima volta è stato applicato il regolamento per le nuove aperture in centro il quale prevede o la continuità, quindi la prosecuzione di un’attività di somministrazione già esistente, oppure, per un’attività ex novo, il rispetto del regolamento che disciplina sia l’aspetto architettonico del locale (dall’accesso per i disabili alla valutazione d’impatto acustico) sia la qualità dell’offerta: non soltanto misure di carattere edilizio (che sono state notevoli per trasformare una banca in un ristorante), ma anche proprio nella proposta commerciale.
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