È Sushi-mania e in città spuntano dodici ristoranti

La cucina giapponese è apprezzata dai friulani, soprattutto giovani Molti locali propongono portate a volontà a prezzo fisso

La Giappo-mania impazza anche a Udine e batte pizza e panini, soprattutto tra i più giovani. Una moda importata dagli Usa e poi dalle metropoli italiane che in Friuli non accenna a calare: i ragazzi mangiano sushi e sashimi in media una volta a settimana. Una sorta di “dipendenza” per piatti che esulano completamente dalle nostre tradizionali ricette mediterranee e locali.

Frico e polenta, insomma, vengono messi un po’da parte, almeno dagli adolescenti: il palato dei ragazzi friulani, complici i viaggi che i giovani possono permettersi più facilmente rispetto alle vecchie generazioni, si è infatti aperto a gusti sempre più esotici e ricercati.

A Udine i ristoranti giapponesi sono circa una dozzina, dislocati tra il centro città e prima periferia; eccetto un locale gestito da una società friulana, che ne ha fatto una catena di successo, i titolari sono orientali, ma non necessariamente nipponici. Soprattutto quelli con la formula “all you can eat” – che con circa dieci-dodici euro consente di comprare un pasto a prezzo fisso senza limiti di portate e porzioni (ma gli sprechi poi si pagano in cassa) –, in cucina ci sono cuochi cinesi. I piatti, in effetti, spesso mescolano le due tradizioni gastronomiche: si va dal ramen, che ha origini cinesi, alle tempure di pesce, dai ravioli di pasta agli spaghetti con verdure all’immancabile il biscotto della fortuna.

«Con le mie amiche ci andiamo spessissimo – racconta Simona, studentessa liceale di Udine –, preferiamo quelli in cui possiamo mangiare quanto vogliamo, anche se riconosciamo una maggiore qualità del pesce nei locali giapponesi in cui si paga di più. Ma essendo studentesse tendiamo a risparmiare».

«Perché ci piace così tanto? Be’, c’è tanta scelta – aggiunge la compagna Emma –, e poi i piatti sono gradevoli anche esteticamente, ben presentati».

Il giapponese piace ai giovani, ma anche ai loro genitori: «Adoro in generale la cucina etnica, mi piace variare sapori – ribadisce una udinese over55, che spesso sceglie il sushi per le sue cene fuori con amici o famiglia –. E poi il cibo giapponese è leggero, poco calorico, insomma non fa sentire in colpa chi è in lotta con la bilancia. Inoltre, mi fido di mangiare il pesce crudo più in un buon ristorante orientale che in una trattoria con cucina regionale».

«Tanti friulani girano il mondo. È bello poi riassaggiare, una volta tornati a casa, quei sapori che tanto ci sono piaciuti all’estero – commenta Carlo dall’Ava, presidente Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) Confcommercio di Udine –. La cucina etnica è sbarcata giustamente anche in Friuli: pensiamo solo a quanti ristoranti italiani, da tempo, sono presenti all’estero. Dobbiamo conviverci, quindi, e anzi essere curiosi, preferendo ovviamente la qualità».

«I giovani, soprattutto nella fascia di età venti-trent’anni, sono molto attratti da questa tipologia di ristoranti – commenta la “moda” la biologa nutrizionista Marta Ciani –, forse proprio perché si sta sviluppando una nuova consapevolezza del nutrirsi in modo sano rispetto a una alimentazione “fast” e ricca di zuccheri. Altra buona abitudine nel mangiare consapevole è quella di masticare molte volte il boccone prima di deglutire: usare le bacchette al ristorante giapponese aiuta in questa consuetudine alla lentezza e alla meditazione. Conclusione: promosso il sashimi, bocciata la pizza”.

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