«Easy foot e Patriarchi i simboli dello spreco»

UDINE. «Easy foot e Terra dei patriarchi sono i simboli degli sprechi perpetrati dalla Provincia». Pd e Idv non hanno dubbi. Tanto da aver criticato fin dall’inizio i due progetti voluti da Palazzo Belgrado per la sicurezza stradale e la promozione turistica. Critiche sempre respinte al mittente dalla Provincia che ha rivendicato da un lato l’importante azione di informazione e prevenzione degli incidenti fatta principalmente nelle scuole (gli spettacoli Katedromos che hanno coinvolto 25 mila studenti dalle elementari fino all’università) e dall’altro le iniziative studiate per promuovere il Friuli coinvolgendo il territorio e valorizzando la storia, la cultura e l’offerta turistica ed enogastronomica.
Per il consigliere del Pd, Arnaldo Scarabelli, però non trovano giustificazione «le forniture di gadget per una spesa di circa 50 mila euro, le collaborazioni esterne (costo del coordinamento del progetto 60 mila euro affidato alla Sodales Aquileia snc) e gli spot radiofonici con oltre 40 mila euro alla Rai per diffondere le iniziative turistiche-commerciali del progetto nella trasmissione “Il ruggito del coniglio”». Più che fare promozione coinvolgendo il territorio, secondo Pd e Idv la Provincia ha sfruttato i contributi regionali per fare campagna elettorale.
I 40 mila euro per gli spot radiofonici a parere di Paola Schiratti dell’Idv «sono soldi buttati, servono ben altre iniziative per rilanciare dal punto di vista turistico il Friuli». L’assessore al Turismo, Franco Mattiussi, è invece convinto che si sia trattato di un investimento. E la Provincia è pronta a registrare il marchio per farne il logo di promozione dell’intero Friuli. L’obiettivo dell’iniziativa era infatti quello di creare un brand e fare sistema tra tutti gli operatori. «Un obiettivo a medio termine - precisa Mattiussi - le cui ricadute potranno essere valutate soltanto nell’arco di un triennio». Al momento per il progetto sono stati spesi 527 mila euro, altri 267 sono stati staniati per quest’anno e per il prossimo ne sono stati richiesti altri 350 mila alla Regione.
Per il progetto di Easy foot è stato investito un milione e entro breve tempo sulle strade della provincia potrebbero tornare le sagome anti-incidente. Le prime hanno fatto la loro comparsa nel mese di ottobre del 2010, ma pochi giorni dopo sono iniziate le proteste. La più clamorosa l’ha messa in atto il Fronte friulano. Alcuni simpatizzanti del movimento avevano infatti sistemato un cartellone con la scritta “vonde monadis” su diverse sagome. Quello che per Palazzo Belgrado doveva essere il simbolo della campagna sulla sicurezza stradale Easy foot, è stato invece definito da molti come «uno spreco di denaro pubblico». Tanto che quando, dopo poco più di un anno, sono state rimosse, il Pd ha presentato anche un esposto alla Corte dei Conti. (c.r.)
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