È stato messo in sicurezza quel che resta dello stabile
GORIZIA. Hanno messo in sicurezza l’area. E hanno “smontato” un pezzo alla volta quel che restava della palazzina. È stato un lavoro immane quello dei vigili del fuoco che dopo aver liberato la parte centrale dell’edificio di viale 20 Settembre, per evitare di danneggiare la tettoia della proprietà adiacente all’edificio esploso, anziché demolire una delle pareti perimetrali con i mezzi meccanici, si sono arrampicati con l’autoscala e hanno lavorato di cesello con mani e martello pneumatico.
Le squadre hanno lavorato fino a tarda sera per mettere in sicurezza l’area. E nel corso della mattinata di giovedì, hanno operato tra le macerie per cercare il corpo di Fabrizio Facchettin senza preoccuparsi di quella crepa che sopra la loro testa poco alla volta si stava allargando.
In supporto alle squadre del comando di Gorizia che stanno effettuando le indagini necessarie a determinare le cause dell’esplosione avvenuta giovedì notte, ieri a Gorizia è arrivato anche il personale del Nucleo investigativo antincendi territoriale del Comando di Pordenone
Tale nucleo, presente in ogni Comando dei Vigili del fuoco, si attiva ogni volta in cui si rende necessario un supporto tecnico specifico per stabilire le possibili cause di un evento. Tra le attività di competenza ha la possibilità di effettuare accertamenti urgenti e rilievi tecnici, con eventuale sequestro di prodotti e materiali, assunzione di sommarie informazioni utili per le investigazioni, coordinamento degli accertamenti tecnici e la trasmissione alle competenti autorità degli atti relativi alle investigazioni condotte. —
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