«È stata mia figlia a scoprire l’errore: non era il suo pasto»

Un genitore chiede trasparenza sulle procedure Bertossi: autorizzate i consiglieri a fare delle verifiche 
Alessandro Cesare
Udine 12 Gennaio 2018. Conferenza stampa presentazione Bertossi candidato Sindaco di Udine. © Foto Petrussi
Udine 12 Gennaio 2018. Conferenza stampa presentazione Bertossi candidato Sindaco di Udine. © Foto Petrussi

Alessandro Cesare

Non si placa la polemica sul servizio mensa e sta diventando un caso l’errata consegna di un pasto contenente glutine a una bambina che invece deve sottostare a una dieta speciale. Dopo che la presidente della commissione mense, Elena Mondini, ha sollevato alcuni disservizi legati al centro estivo della scuola Nievo, e dopo la replica della ditta incaricata del servizio, la Ep («non abbiamo sbagliato»), ora è direttamente un genitore, il signor Giorgio, a intervenire, preferendo restare anonimo per tutelare l’identità della figlia (la sua identità è nota alla Ep e al Comune, avendo intrattenuto con loro uno scambio di email).

«Non è grazie alla “corretta applicazione delle procedure inerenti le diete speciali”, come riferito nella risposta di Ep, che si è evitato un danno – spiega –, ma soltanto grazie all’attenzione avuta dalla bambina la quale, avendo aperto la vaschetta e resasi conto che questa conteneva farro, ha fatto presente che lei non poteva mangiarlo e soltanto dopo si è notato l’errore di assegnazione della vaschetta. E se ci fosse stata pasta, difficilmente distinguibile tra senza glutine e con glutine?».

Nel resoconto fatto dal genitore, sono descritti dettagliatamente le modalità di ritiro del pasto, con i bambini che in fila indiana ricevono le vaschette monouso sigillate. Nel caso specifico due contenitori sono stati confusi, con la consegna a una bambina intollerante al glutine di quella destinata a una sua compagna intollerante al lattosio. «Soltanto dopo aver fatto notare alla responsabile che il nome presente sull’involucro della vaschetta non era il suo, ma quello della bambina intollerante al lattosio, è stata chiamata la cuoca – racconta il genitore –. Quest’ultima, riscontrato l’errore di distribuzione, ha scambiato le vaschette tra le bambine. Mi chiedo – conclude il signor Giorgio – se le procedure inerenti le diete speciali citate nella lettera di risposta di Ep non prevedano che la cuoca si accerti che le vaschette monoporzione per diete speciali vadano all’utente corrispondente al nome sovraimpresso, prima di essere consegnata e consumata, magari chiedendo la collaborazione delle insegnanti presenti». Il genitore chiede alla Ep di pubblicare il documento che sancisce la proceduta corretta da seguire per la somministrazione delle diete speciali, «per trasparenza e per dirimere ogni dubbio».

Sulla questione qualità del cibo tornano anche i capigruppo di Prima Udine, Enrico Bertossi, e di Innovare, Federico Pirone: «Fa specie sentire ancora mettere in dubbio la parola di genitori e insegnanti – esordisce Bertossi – qualcuno crede davvero che se tutto andasse bene queste persone perderebbero tempo a sollevare i disservizi? La verità è una: o si risolvono i problemi o si cambia ditta, altrimenti credo che a settembre assisteremo a un drastico calo delle iscrizioni. Perché non dare la possibilità ai consiglieri di assaggiare, a sorpresa, i pasti serviti ai bambini anziché programmare una visita, a questo punto inutile, al centro cottura?».

Per Federico Pirone «stiamo assistendo a uno spettacolo a metà tra la tragedia e la farsa. Purtroppo questa giunta ha fatto fare un passo indietro di 30 anni alla città sul servizio mensa e non solo, rompendo quella fiducia tra amministrazione e famiglie costruita nel corso degli anni. Serve una svolta – conclude il consigliere di opposizione – con la giunta che deve uscire dal torpore e dal disinteresse in cui è precipitata».—

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