È morto Eliseo Sartor, il patriarca dello sci di fondo di Sappada

Aveva 91 anni ed era stato il tecnico e il maestro di generazioni di fondisti. Tra i suoi allievi anche i campioni olimpici Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer. Nel 1980 aveva fondato l'associazione sportiva Camosci, diventandone presidente e storico allenatore

Monica Bertarelli

È morto nella notte Eliseo Sartor, figura storica dello sci di fondo di Sappada e uno degli uomini che più hanno contribuito alla crescita del movimento nordico nella località dolomitica. Aveva 91 anni.

Sartor era ricoverato all'ospedale di San Daniele, dove nei giorni scorsi era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio a Sappada, dove era conosciuto e stimato non soltanto per la sua lunga attività sportiva, ma anche per il ruolo educativo svolto per generazioni di ragazzi.

Foto della celebrazione d suo 90esimo compleanno (con Pietro Piller Cottrer, Silvio Fauner, Manuela Di Centa, Maurilio De Zolt, il figlio Ugo e la moglie Annamaria Samassa)
Foto della celebrazione d suo 90esimo compleanno (con Pietro Piller Cottrer, Silvio Fauner, Manuela Di Centa, Maurilio De Zolt, il figlio Ugo e la moglie Annamaria Samassa)

L'allenatore di Fauner e Piller Cottrer

Il nome di Eliseo Sartor è legato a una delle stagioni più importanti dello sci di fondo sappadino. Nel corso della sua lunga attività di tecnico ha seguito e formato atleti destinati ad arrivare ai massimi livelli internazionali.

Tra i suoi allievi ci sono stati Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer, entrambi capaci di conquistare medaglie olimpiche e di imporsi ai vertici dello sci di fondo mondiale.

Ma ridurre Sartor al ruolo di allenatore di campioni sarebbe probabilmente limitativo. Il suo contributo è stato soprattutto quello di costruire un ambiente nel quale tanti giovani potessero avvicinarsi allo sport, imparando che dietro ogni risultato ci sono sacrificio, disciplina e costanza.

Nel 1980 la nascita dei Camosci

Una parte fondamentale della sua storia sportiva è legata all'associazione sportiva Camosci, della quale Sartor fu tra i fondatori nel 1980.

Nel corso degli anni l'associazione è diventata uno dei punti di riferimento dello sci nordico sappadino, svolgendo un'importante attività di formazione e avviamento allo sport.

Sartor ne fu successivamente presidente e storico allenatore, accompagnando la crescita di un vivaio dal quale sarebbero usciti atleti capaci di portare il nome di Sappada sulle piste italiane e internazionali.

Un lavoro costruito nel tempo, lontano dai riflettori, attraverso il rapporto quotidiano con i ragazzi e con le loro famiglie.

Lo scorso anno la festa per i 90 anni

Soltanto lo scorso anno l'intera comunità dello sci sappadino si era riunita per celebrare una ricorrenza particolarmente significativa: i 45 anni dell'associazione sportiva Camosci e, insieme, i 90 anni di Eliseo Sartor.

Era stata l'occasione per rendere omaggio a quello che per molti era diventato il vero e proprio "patriarca" dello sci di fondo di Sappada.

Una festa che aveva riportato insieme generazioni di atleti, tecnici e appassionati e che aveva restituito la misura del legame tra Sartor e il mondo sportivo del paese.

Un maestro prima ancora che un tecnico

Nel ricordo di chi lo ha conosciuto, Eliseo Sartor rimane soprattutto un educatore.

Ai ragazzi che frequentavano le piste non insegnava soltanto la tecnica dello sci. Cercava di trasmettere valori che considerava inseparabili dalla pratica sportiva: impegno, serietà, umiltà, rispetto e capacità di affrontare la fatica.

Il suo carattere schietto e la sua disponibilità lo avevano reso un punto di riferimento per intere generazioni.

Era una presenza costante, capace di seguire i giovani nel percorso sportivo senza mai cercare per sé il protagonismo. I risultati degli atleti e, ancora di più, le persone diventate adulte al termine di quel percorso rappresentavano per lui il riconoscimento più importante.

Una figura amata dalla comunità

L'affetto nei suoi confronti andava oltre il mondo dello sci.

Sartor era profondamente legato a Sappada e alla sua comunità. La sua storia personale e sportiva si è intrecciata per decenni con quella del paese, diventando parte della memoria collettiva della località.

Per questo la sua scomparsa rappresenta una perdita che coinvolge non soltanto lo sport, ma una comunità che in lui riconosceva una figura autentica, generosa e sempre disponibile.

Il cordoglio della famiglia e dei Camosci

Eliseo Sartor lascia la moglie Annamaria Samassa, il figlio Ugo, le nipoti Maddalena e Marianna e il pronipote Martin.

A loro, in queste ore, si stringono la comunità di Sappada, l'Associazione sportiva Camosci e il mondo dello sci nordico.

La sua eredità resterà legata ai campioni che ha contribuito a formare, ma anche alle moltissime ragazze e ai moltissimi ragazzi che hanno incrociato la sua strada.

Il ricordo di una vita sulla neve

La storia di Eliseo Sartor è, in fondo, la storia di un uomo che ha dedicato gran parte della propria vita alla neve e ai giovani.

Ha visto crescere campioni olimpici, ma ha seguito anche ragazzi che nello sport non avrebbero mai raggiunto il grande palcoscenico. Per tutti, però, il suo insegnamento aveva lo stesso valore.

Sappada perde così uno dei protagonisti della propria storia sportiva. Lo sci di fondo perde un tecnico che ha contribuito a costruirne una parte importante. Ma il ricordo più forte è quello di un uomo che ha saputo lasciare un segno senza mai avere bisogno di stare al centro della scena.

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