È giallo sull’“acqua del sindaco”: Un litro? No, 935 centimetri cubi

La misurazione di un cittadino, Dino Sandrin, che ha fatto il test all’erogatore di via Cartiera vecchia «Esce il 6% in meno del liquido pagato. È un problema del Comune, dei Nas o della Finanza?»

SACILE. «L’acqua del sindaco è chiara, fresca e dolce. Ma pochina». La fregatura misurata da Dino Sandrin? «L’acqua in meno? Il 6%». Il sacilese elogia le fontanelle “alla spina” e fa il detective. Sotto la lente c’è il rapporto costi e quantità d’acqua in via Cartiera vecchia, a San Michele, Cavolano.

«Incuriosito dal basso livello dell’acqua nelle bottiglie pet da 1,5 litri e di vetro da 1 litro, sono passato alla verifica – ha pubblicato l’indagine ieri su Facebook –. Il rifornimento nell’erogatore in via Cartiera vecchia dietro il Palamicheletto, è stato effettuato con un recipiente in uso nei laboratori: è utile per la misura precisa della quantità erogata. L'erogatore, invece di spillare un litro d’acqua, come richiesto, ha spillato circa 935 centimetri cubi».

Sandrin non si è fermato all’ovvio. «Le ulteriori analisi stechiometriche sono state effettuate con il liquido a 20° C. (pt 1635 gr. - 700 gr. tara = 935 gr = 935 cc) – è il dettaglio tecnico del sacilese che mette alla prova la convenienza –. Con cautela posso, quindi, affermare che l’erogatore in questione eroga il 6% in meno dell'acqua che dovrebbe contrattualmente fornire. Erano sul posto al mio fianco in via Cartiera vecchia, anche un paio di cittadini che hanno potuto assistere e vedere la verifica».

Il problema è quello delle competenze. «La competenza è del Comune – sfoglia la margherita delle responsabilità Sandrin – oppure dei Nas, della Guardia di finanza?». Si lascia andare alla battuta. «Non sarà della Pro Sacile – fa parodia – vero?».

Il secondo problema è quello del diritto dei cittadini che vanno alla fonte. «I fatti potrebbero configurare il reato di truffa – continua il post via web e fa agghiacciare la fontana –. Il gestore dovrebbe provvedere senza indugio a mettere in regola il marchingegno e pagare al Comune il maggiore introito conseguito in carenza di fornitura, a titolo di indennizzo sul danno prodotto all’immagine».

L’onda che si alza è quella dell’indignazione. «Si fa la cresta sull’acqua – risponde Attilio a caccia di colpevoli –. Molto probabilmente, con quel 6% qualcuno si è già costruito una villa in Sardegna». È vero che la Costa Smeralda è deprezzata dalla calata degli oligarchi russi, ma un monolocale sardo ha un altro borsino rispetto a un affaccio sul Livenza. «Encomiabile Dino – Maria Teresa tesse le lodi dell’amico sacilese –. Spero che la segnalazione faccia centro». Michele ha rilanciato: «Più che la quantità d’acqua sarei curioso di esaminarne la qualità».

Lucio ha un fiuto alla Watson: «Bisogna controllare bene le quantità». Alessandro Rinaldini va giù pesante. «Un reato di truffa bello e buono? – interroga incredulo e invoca la verifica liquida –. Incominciamo bene».

Chiara Benotti

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