Duemila in piazza a rivendicare verità e giustizia per Giulio

Fiumicello, un commosso corteo silenzioso ha reso omaggio al ragazzo. Il ricordo del “governo dei giovani” che Regeni guidò

FIUMICELLO. In duemila nonostante la pioggia battente. Un “esercito” silenzioso e composto. Un corteo, aperto da sindaci e rappresentanti delle istituzioni, partito da piazzale dei Tigli e giunto fino a piazzale Falcone Borsellino, davanti alla sede del Governo dei Giovani, un luogo particolarmente caro a Giulio Regeni, fucina di idee e palestra di pensiero.

Tutti con le candele in mano, tutti uniti dal comune senso di rispetto e vicinanza alla famiglia Regeni, straziata dal dolore.

«Giulio era figlio di quest’ultimo angolo di Friuli austriaco, era figlio di una nuova generazione mitteleuropea – il sindaco di Fiumicello, Ennio Scridel, ha nascosto a fatica la commozione -. Quasi cent’anni fa, Rainer Maria Rilke visitò il Cairo. Poi si spostò a Duino, proprio dove Giulio ha iniziato i suoi studi. Giulio amava Pasolini e anche Gramsci, che citava sempre nei suoi articoli.

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«La famiglia Regeni e la nostra comunità hanno pagato un prezzo altissimo. Il dolore che si respira in questa piazza non può e non deve restare inascoltato. E’ compito dello Stato fare chiarezza e regalare a Giulio un altro sogno. La ricerca della verità non deve cadere nel nulla. Chiediamo con forza all’Italia e all’Europa che le politiche di cooperazione economica internazionale vengano avviate soltanto con quei Paesi che garantiscono serie politiche di tutela dei diritti e della salute dei lavoratori».

Una piazza piena e una comunità chiusa nella dignità del proprio dolore. L’ultimo saluto a Giulio prima del rito funebre. E’ stato un momento per andare oltre il dolore e per rigettare l’indifferenza. «Ti saludin fradi, compain e concitadin – ha aggiunto il sindaco utilizzando la marilenghe – Mandi Giulio».

Toccante il ricordo dell’attuale sindaco del Governo dei Giovani, Jodie Fabbro, e del consigliere Jacopo Puntin. «Giulio è parte di noi, un esempio, un cittadino del mondo – hanno detto i ragazzi – Abbiamo il cuore colmo di dolore e tristezza per questa grave perdita».

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Alla fiaccolata per ricordare Giulio Regeni c’erano anche gli assessori regionali Cristiano Shaurli e Gianni Torrenti. «Non ci sono parole per colmare il vuoto – ha commentato Shaurli -. Siamo vicini a una persona che ha dato l’esempio a tanti giovani. Concetti come libertà, democrazia e diritti civili non sono una conquista per sempre. Ci sono molti Paesi al mondo in cui questi diritti non sono attualità. Giulio, con il suo lavoro di ricerca, testimoniava proprio questo. Dobbiamo chiedere a tutte le istituzioni che venga fatta chiarezza perché il suo esempio possa servire a tanti giovani».

Commosso l’assessore Torrenti. «Il pensiero va alla famiglia – le sue parole -. E’ indispensabile giungere con trasparenza alla verità. Speriamo che nella tragedia questo possa essere un momento di riflessione per tutti i governi, affinché cose del genere non si verifichino più».

Tanti i sindaci che hanno voluto testimoniare la vicinanza delle comunità della Bassa friulana e dell’Isontino. Una trentina in tutto. Presente anche il sindaco di Udine, Furio Honsell. «Giulio è uno dei nuovi martiri. Per fortuna ci sono ancora persone così, che credono nei loro ideali. Fiumicello ha portato al mondo intero un modello e un esempio di come, credendo in questi ideali, si può migliorare la qualità della vita e la dignità di tutti i cittadini del mondo».

Il parroco, don Luigi Fontanot ha portato anche il saluto dell’arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli. «Preghiamo per Giulio, per la sua famiglia e per tutti coloro che costituivano la rete delle sue relazioni, ora umanamente infranta dalla sua morte. C’è in tutti tanto dolore ma anche voglia di capire, tanta tristezza per chi non sa trovare altra strada se non quella dell’odio e del sopruso».

Tra i presenti anche Giorgio Milan che era preside alle scuole medie di Fiumicello nel 2002, quando Giulio frequentava la classe terza. Il ricordo del giovane è ancora nitido nella mente dell’ex dirigente scolastico.

«Era uno di quei ragazzi che ti restano dentro, uno di quegli studenti con una marcia in più. Avevamo capito subito che sarebbe arrivato lontano. Giulio ci ha superati tutti di gran lunga. Di lui ho un bellissimo ricordo, vivrà per sempre in me».

La titolare del locale “La Catepecchia”, ieri, era visibilmente scossa. «Paola e Claudio, i genitori di Giulio – racconta – venivano da noi quasi tutte le settimane. Siamo addolorati. In paese si respira un’atmosfera surreale, c’è un silenzio assordante».

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