Doppio crac in cinque mesi, ma l’amministratore si pagava i compensi

Pordenone, tre patteggiamenti per una doppia bancarotta sono stati definiti dinanzi al gup

PORDENONE. Tre patteggiamenti per una doppia bancarotta sono stati definiti dinanzi al gup in due tempi. Il pm Federico Baldo ha riunito i fascicoli. Le due società lombarde avevano sede legale in città e al vertice di entrambe figurava Renzo Polesel, 65 anni, pordenonese.

Questi è stato amministratore unico della K314 fino al 24 giugno 2015 (quando la società è stata sciolta e messa in liquidazione), dichiarata fallita il 16 febbraio 2017, nonché presidente del cda della controllante Ircner capital. Il 65enne pordenonese risultava inoltre al timone della Deltav srl, dichiarata fallita il 6 luglio 2016.

Nella K314 srl è tata inserita come consigliere, socia unica per sei mesi nel 2012 e poi socia minoritaria fino al 13 settembre 2013 la piacentina Cristiana Molina, 59 anni, residente a Milano. La donna era anche consigliere della Ircner Capital.

Il pm ha contestato a Polesel e Molina pagamenti preferenziali a favore di se stessi: in un contesto di grave crisi finanziaria, secondo l’accusa, si sono pagati gli stipendi, privilegiandosi rispetto agli altri creditori. Lo stato passivo della società si è attestato sui 4 milioni di euro. Polesel ha percepito 95.674 euro nel 2013 e 71.322 euro nel 2014. Molina 96.977 euro e 65.654 euro.

La Guardia di finanza ha appurato episodi di bancarotta patrimoniale: operazioni di finanziamento tramite bonifici bancari per più di 400 mila euro a favore di una società di diritto serbo (K314 doo), senza garanzie fideiussorie. Contestata anche la distrazione di oltre 720 mila euro fra il 2013 e il 2014: ripetuti trasferimenti di denaro a favore della società controllante Ircner, che faceva capo a loro stessi. Gli inquirenti hanno notato movimentazioni di denaro ingiustificate a favore della Ircner anche nel 2015.

Sul versante della Deltav il pm ha contestato all’amministratore la distrazione di 118 mila euro a favore della Ircner. Michele Angelo Panaro, 81 anni, di Castelletto d’Erro, in provincia di Alessandria, liquidatore della Deltav srl dal 22 dicembre 2015 fino al 6 luglio dell’anno successivo (data del fallimento), era accusato di non aver consegnato la contabilità della società fallita e di aver distratto 1.600 euro.

Lo scorso dicembre Polesel ha patteggiato un anno e dieci mesi di reclusione, pena sospesa (con le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti). Le posizioni dei due coimputati sono state stralciate e definite, invece, nell’udienza del 19 febbraio dinanzi al gup Giorgio Cozzarini.

Molina ha concordato un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa. Il gup ha riconosciuto le generiche, prevalenti sull’aggravante e ha valorizzato la condotta parzialmente riparatoria. Michele Angelo Panaro ha patteggiato 4 mesi di reclusione, in continuazione con i reati fallimentari già giudicati dal gip di Milano (la sentenza è diventata irrevocabile l’11 aprile 2017). —

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