Doppia esposizione per il centenario di Harry Bertoia

A 100 anni dalla nascita, l’artista e designer Harry (Arieto) Bertoia viene celebrato da Pordenone e dal suo paese natale, San Lorenzo (dal primo gennaio, entrato a far parte del nuovo Comune Valvasone Arzene), con una doppia mostra. Ieri, nella galleria che porta il suo nome, in corso Vittorio Emanuele, la presentazione ufficiale dell’esposizione, che sarà inaugurata oggi alle 18.
Nato nel 1915 a San Lorenzo di Arzene, Bertoia emigrò negli anni Trenta negli Usa: qui americanizzò il suo nome in Harry e si dedicò all’arte e al design realizzando diverse opere tra le quali quella che lo rende ancor oggi celebre in ogni angolo del pianeta: la sedia Diamond. Ed è proprio attraverso questo biglietto da visita che si dipana la mostra: una mostra per immagini nella quale la Diamond sarà presentata sia come seduta sia come scultura. Ma, come sottolineato dal curatore Angelo Bertani, la mostra non si ferma qui: saranno esposti, tra gli altri, quattro video storici, le sculture sonore degli anni 60, 30 monotipi della collezione della figlia Celia Bertoia, la dima (ovvero lo stampo) usata dalla ditta produttrice della Diamond, la Knoll.
Nella casa natale di San Lorenzo, la mostra si dipanerà sulla produzione di gioielli. Come spiegato dalla curatrice Elena Bertoia, dell’associazione Amici di Harry, ci saranno anelli, spille, pendenti realizzati a fine carriera, mentre, nella stalla, Michele Spanghero esporrà le sue installazioni audiovisive.
Alla presentazione della mostra, che sarà visitabile fino al 29 marzo, era presente anche Demetrio Apolloni, presidente della Knoll Europe, che produce e commercializza la collezione Bertoia. «Il 2015 sarà l’anno di Bertoia – ha detto -. Per il centenario della nascita ci saranno mostre e iniziative un po’ in tutto il mondo, nelle nostre sedi europee e anche Tokyo e Sydney».
Un plauso e un ringraziamento per l’esposizione sono giunti dall’assessore alla cultura del Comune di Pordenone Claudio Cattaruzza, il quale ha voluto sottolineare la collaborazione con l’Isia, l’istituto per il design, che ha una sede all’Università di Pordenone.
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