Dopo un anno finiti i lavori del castello di Udine: “Oggi torna a splendere uno dei simboli del Friuli"

L'intervento, durato poco più di un anno, ha richiesto un investimento di 920 mila euro, 850 dei quali concessi proprio dalla Danieli.

Castello di Udine a nuovo grazie a Danieli che promette: ora il municipio

UDINE. Udine si è riappropriata di uno dei suoi monumenti simbolo, il castello. Questa mattina, giovedì 17 dicembre, c’è stata un’inaugurazione simbolica del manufatto, le cui facciate sono state rimesse a nuovo grazie al generoso contributo del gruppo Danieli.

Dopo un anno finiti i lavori del castello di Udine, ecco la cerimonia di inaugurazione

I lavori, durati poco più di un anno, hanno richiesto un investimento di 920 mila euro, 850 dei quali concessi proprio dalla Danieli. Una breve cerimonia si è svolta sul terrapieno del castello, alla presenza del sindaco Pietro Fontanini, del suo vice Loris Michelini, del presidente della Danieli Spa Gianpietro Benedetti e dei rappresentanti dell’impresa Di Betta Giannino.


 
“Oggi torna a splendere uno dei simboli del Friuli – ha commentato il sindaco – e il merito è di un vero e proprio mecenate come Benedetti, che si è speso in prima persona per il recupero di questa e di altre opere d’arte cittadine. Lo ringraziamo ancora una volta per aver compreso il valore del castello e di altri monumenti di Udine”. Benedetti, il cui nome, da oggi, figura tra quelli dei benemeriti della città, di coloro cioè che con le loro opere e donazioni, hanno arricchito il patrimonio artistico cittadino, non ha intenzione di fermarsi al recupero del castello. Anzi, ha già annunciato di voler restaurare anche l’arco Bollani e le facciate di palazzo D’Aronco, sede del municipio.
 
“I simboli di appartenenza e di riferimento di una città vanno tenuti in ordine e riportati al loro antico splendore – ha detto Benedetti – allontanando così degrado e decadenza. Penso che il risultato finale del castello sia molto soddisfacente: l’impresa oltre alla professionalità ci ha messo l’anima della friulanità”.

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