Dopo lo sgombero della ex caserma le polemiche FOTO 1 - FOTO 2 - FOTO 3

Udine, il Comune: non siamo un porto di mare. Il Pdl duro: degrado attira degrado
Udine 15 ottobre 2013 accatoni Copyright Petrussi Foto TURCO
Udine 15 ottobre 2013 accatoni Copyright Petrussi Foto TURCO

UDINE. «Va affrontato il problema delle aree dismesse che inevitabilmente vengono occupate da persone in difficoltà o in cerca di fortuna. Altrimenti queste zone rischiano di diventare “isole” fuori controllo». Ha le idee chiare l’assessore comunale ai Diritti e all’inclusione sociale Antonella Nonino che in prima persona sta effettuando una sorta di monitoraggio non solo dei luoghi scelti come rifugio da senzatetto e mendicanti, ma anche delle singole situazioni personali.

«Se da un lato abbiamo il dovere morale di aiutare coloro che davvero hanno bisogno - osserva l’esponente della Giunta Honsell -, dall’altro non possiamo certo occuparci di chi è in città di passaggio, solo perchè magari si è sparsa la voce che gli udinesi sono generosi quando fanno l’elemosina».

Insomma, secondo l’assessore Nonino, Udine «non può diventare un porto di mare» e perchè ciò non avvenga vanno tenuti sotto controllo diversi punti della città: oltre alla caserma dismessa Piave, anche l’area ex Safau, i locali che un tempo ospitavano i Monopoli di Stato. Mentre per l’area dell’ex Macello la situazione, ora che sono partiti i lavori per il recupero, sembra essersi risolta. Le tredici persone che abitualmente trovavano riparo in quegli edifici, però, molto probabilmente si sono spostate poco lontano.

«E’ stata proprio l’amministrazione - riferisce ancora Nonino - a stimolare controlli come quelli effettuati stamattina (ieri, ndr). Di recente, infatti, avevamo ricevuto alcune segnalazioni riguardanti l’andirivieni di numerose persone appunto alla Piave».

L’obiettivo primario dell’amministrazione, al momento, è riuscire a avvicinare, anche attraverso il supporto dell’Equipe di contatto (educatori e operatori sociali dell’asilo notturno Fogolar), le persone in reale difficoltà. Anche perchè, accanto a veri poveri, ci sono anche mendicanti che si rivolgono ai negozi del centro cittadino per “cambiare” 70-80 euro in moneta con banconote. Alle volte anche più volte al giorno.

E sul tema delle aree da riqualificare interviene anche l’opposizione e, in particolare, Vincenzo Tanzi, vice capogruppo Pdl in Consiglio comunale. «Un plauso alle forze dell’ordine per il blitz, ma è sempre così, degrado attira degrado. È risaputo, a Udine sono presenti i non luoghi, locali, fatiscenti, abbandonati che si trasformano in rifugi di fortuna».

Su questo caso specifico dell’ex caserma Piave, secondo Tanzi, «la politica deve interrogarsi. Come Pdl chiediamo che fine ha fatto il progetto di riqualificazione della zona? Lì doveva sorgere l’hospice, una struttura di cui la città ha bisogno. E su questo l’amministrazione Honsell ha le sue responsabilità.

L’hospice oggi è ancora un miraggio, perchè la fondazione Hospice-Rsa Morpurgo-Hofmann che avrebbe dovuto realizzarlo si è trovata con spese in più e minori entrate anche per via di alcuni passaggi amministrativi. Conti alla mano, la fondazione dovrà reperire circa 1,7 milioni di euro oltre ai già 12,5 previsti per completare l’opera. Insomma, se l’ex caserma Piave è oggetto di occupazione abusiva, l’amministrazione è parte in causa».

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