Dopo le liti revocata l’accoglienza a sette pakistani

Dopo le liti scoppiate nei giorni all’interno dell’ex caserma Cavarzerani (dove sono ospitati gli stranieri che hanno richiesto la protezione internazionale) nei confronti di sette cittadini pakistani è stato emesso il provvedimento di revoca dell’accoglienza.
La decisione, presa dalla Prefettura di Udine, è stata notificata in queste ultime ore agli interessati dagli agenti dell’Ufficio immigrazione della questura di Udine. Solo cinque dei sette stranieri sono stati rintracciati, in quanto uno è risultato irreperibile, mentre l’altro è ricoverato in ospedale per problemi di salute.
Anche in passato – come è stato chiarito ieri in questura – erano stati adottati simili provvedimenti nei confronti di coloro che si erano allontanati arbitrariamente dalla struttura; nei confronti di chi aveva dimostrato di non rispettarne le regole e anche sulla scorta di segnalazioni delle forze dell’ordine relative a comportamenti che denotano scarsa integrazione o pericolosità sociale.
La scorsa settimana c’era stata una prima lite e in quell’occasione erano rimaste coinvolte anche le persone che avevano cercato di tranquillizzare gli animi. Un secondo violento episodio giovedì scorso, nella giornata di Ognissanti. La lite era scoppiata durante l’ora della colazione per futili motivi. A scaldare gli animi di un gruppetto di pakistani era stato un capriccio: la pretesa di ottenere una razione in più di latte e merendine. Richiesta che l’addetto alla distribuzione dei pasti, loro connazionale, non aveva potuto esaudire, non avendo ancora completato il giro e non sapendo se e quante razioni sarebbero avanzate. Loro, però, si erano spazientiti e dalle parole erano passati ai fatti, spintonandolo e scatenando un parapiglia. Era poi arrivata la polizia. Ricostruite le circostanze dell’episodio, gli agenti avevano fatto scattare una serie di denunce per percosse. Il pakistano malmenato era finito in pronto soccorso così come l’operatore della Cri che era intervenuto per dividere i litiganti. —
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