Dopo due anni l’ibis eremita torna a casa dalla Sardegna

FAGAGNA. L’anno scorso era diventato la mascotte dell’aeroporto di Alghero, ma qualche giorno fa ha lasciato la Sardegna per rientrare nella sua terra. L’ibis eremita 029 è tornato all’oasi dei Quadris di Fagagna dov’era nato nella primavera del 2017.

Il giovane “029” era nato da due ibis evasi dalla voliera che invece di disperdersi erano rimasti nelle vicinanze per poi unirsi alla colonia degli imprintati in una voliera aperta. «Forse dai genitori – raccontano i volontari dell’oasi – “029” ha ereditato l’istinto alla fuga e la voglia di ritornare al luogo di origine. Così a metà settembre 2017, assieme a un gruppo di coetanei, “029” era migrato verso sud. Qualche settimana più tardi era stato avvistato con 14 compagni di fuga, in Calabria a Soveria Mannelli.

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Successivamente, il 12 dicembre, l’ibis eremita era in Corsica insieme a 4 compagni. Ad Alghero, in Sardegna, era presente il 16 aprile dell’anno scorso: «Da quel momento – spiega Enzo Uliana, presidente dell’oasi – il nostro ibis si era stabilito vicino all’aeroporto sardo, ed era stato “adottato” dal personale che opera nell’area». Negli ultimi mesi però a “029” è venuta un po’ di nostalgia: il volatile è ritornato nel punto esatto in cui aveva visto per la prima volta la luce. «Un evento abbastanza raro – continua Uliana – i suoi compagni di viaggio, secondo gli ultimi avvistamenti, per la maggior parte sono morti o a causa dei fili dell’alta tensione o per mano dei bracconieri».

Per gli ospiti dell’oasi però c’è un altro pericolo incombente che rischia di disturbarli nella deposizione delle uova: «Molte persone – spiega Uliana – forse per realizzare riprese video suggestive utilizzano i droni, elementi esterni che spaventano gli animali. Chiederemo al Comune di interdire il sorvolo dei droni nell’area dell’oasi». Tutto pronto invece per la festa dell’Oasi di domani.


 

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