Divorzi lampo dal sindaco, coppie in coda

Gli uffici non sono ancora pronti. L’assessore Nonino: dobbiamo confrontarci con gli avvocati e rivedere i carichi di lavoro

UDINE. Addio alla coppia davanti al sindaco. Il Comune di Udine si sta attrezzando per consentire al sindaco, Furio Honsell, di sciogliere le unioni senza figli e senza patrimoni da spartire. Alcune coppie sono già in lista d’attesa, «almeno tre o quattro», conferma l’assessore all’Anagrafe, Antonella Nonino, nel precisare che prima di iniziare a fissare gli appuntamenti, il personale di palazzo D’Aronco preferisce confrontarsi con l’Ordine degli avvocati.

Ma non solo perché negli uffici di via Stringher vanno ridefiniti pure i carichi di lavoro: «Stiamo facendo alcune proiezioni per capire come distribuire le competenze» aggiunge l’assessore facendo notare che non è ancora chiaro se a sciogliere il legame di coppia può essere anche un delegato dal sindaco.

La nuova legge oltre a semplificare le procedure in materia di separazioni e divorzi e ad alleggerire gli uffici giudiziari, rischia di creare più di qualche difficoltà ai Comuni. Prima di consentire alla gente di utilizzare questo servizio, infatti, alcuni approfondimenti sono inevitabili.

«Ci sono ancora dubbi da chiarire» insiste l’assessore nell’evidenziare che i due coniugi possono presentarsi davanti al sindaco per concludere un accordo di separazione o divorzio assistiti da un avvocato. Questo è il primo scoglio perché nei comuni medio-grandi è impensabile che sia solo il sindaco a sciogliere le coppie. Ecco perché Udine ha chiesto un parere per sapere se, come avviene per i matrimoni, tale funzione può essere delegata a un consigliere o a un assessore. «Al momento - aggiunge Nonino - non abbiamo ancora ricevuto risposta».

L’obiettivo resta quello di chiudere il cerchio in tempi rapidissimi. Non prima però di aver redistribuito i carichi di lavoro perché, come evidenzia il vice presidente del consiglio comunale, Franco Della Rossa, negli ultimi anni, l’ufficio di Stato civile ha dovuto affrontare tematiche che vanno oltre le nascite, i matrimoni e i decessi. «Basti pensare agli atti di cittadinanza richiesti dai cittadini stranieri: dal 2000 a oggi sono passati da 124 a 632 all’anno» riferisce Della Rossa non senza evidenziare che «l’aumento esponenziale interessa pure gli atti di nascita e i matrimoni».

Della Rossa, che è anche delegato del sindaco all’Anagrafe, si schiera al fianco del personale dello Stato civile e avverte: «L’area demografica non può essere trattata come la cenerentola degli uffici comunali proprio perché è la prima a interfacciarsi con le reali esigenze del cittadino». In attesa che Udine sciolga tutti i dubbi, altri Comuni si sono già attrezzati. Sul sito del Comune di Tolmezzo, tanto per citare un esempio, l’avviso è comparso da giorni.

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