«Diventeremo una comunità di 35 mila abitanti»

FIUME VENETO. «Sono orgoglioso del ruolo di rappresentante dell’Uti del Sile e Meduna nel Cal, il Consiglio delle autonomie locali: lavorerò da subito per fare in modo che l’Unione abbia a disposizione sin dall’avvio gli strumenti necessari a erogare servizi qualitativamente elevati ai cittadini». Così il sindaco di Fiume Veneto, Christian Vaccher, commenta la nomina relativa all’Uti che comprende anche Azzano Decimo, Chions e Pravisdomini, incarico che si aggiunge a quello di vicepresidente, mentre presidente è stato eletto il sindaco azzanese Marco Putto. Il Consiglio delle autonomie locali, in base alla riforma regionale degli enti locali, tra gli altri compiti cui sarà preposto, si occuperà anche della distribuzione dei finanziamenti alle Unioni.
«Da parte dei quattro Municipi che formano l’Uti del Sile e Meduna – osserva Vaccher – c’è la massima disponibilità a collaborare. Dal canto mio, farò il possibile per preservare, in sede di Cal, gli interessi dei territori».
Rispetto al “no” di Prata e Pasiano all’Uti che avrà Azzano Decimo come ente capofila, questa è la posizione del sindaco fiumano: «Lavoreremo per mantenere aggregazioni di servizi esistenti – annuncia il primo cittadino – con l’obiettivo di dare continuità a funzioni che, in forma associata, hanno dimostrato di svolgere bene il loro compito. Cosa faranno i due Municipi mobilieri? Allo stato attuale, non ho gli strumenti per dirlo. Di certo, da parte dell’Uti del Sile e Meduna, c’è la volontà di fare tutto il possibile pensando in primo luogo ai 35 mila cittadini che vivono nei quattro comuni». (m.p.)
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