Dimissioni in giunta “Uniti” al sindaco: ora un nuovo progetto



Accontentare le ambizioni di chi da tre anni smania per un posto in giunta, tanto da aver abbandonato pochi mesi dopo le elezioni il gruppo di appartenenza. O dare un segnale forte di indipendenza.

Sono le due strade che si trova ora davanti il sindaco di Latisana, Daniele Galizio, come conseguenza alle dimissioni presentate ieri dall’assessore ai lavori pubblici Ferruccio Casasola.

Due percorsi diversi ma che daranno la stessa conclusione. Perché sia che il sindaco decida di proclamare assessore Piercarlo Daneluzzi eletto nel 2016 nella lista Un’Altra Latisana (la stessa dell’ormai ex assessore Casasola primo dei non eletti) e fondatore assieme alla collega di lista Katiuscia Burba, del gruppo Alleanza per Latisana, come strappo alla decisione di portare in giunta l’esterno Casasola, sia che non voglia assecondare la nomina di Daneluzzi, fortemente sostenuta dal vice sindaco Angelo Valvason, come segnale di presa di distanza da quello che viene descritto come un «cerchio magico» , il sindaco Galizio darà conferma delle conflittualità e delle contrapposizioni interne a giunta e maggioranza, così come descritte da Casasola nella sua lettera di dimissioni.

Quel posto in giunta, ora vacante, tre anni fa è stato assegnato dal sindaco a Un’Altra Latisana, promossa dagli elettori come terza forza politica della maggioranza, (dopo la lista del vice sindaco e dopo Uniti per Latisana) e assessore è stato scelto il capogruppo Claudio Massarutto, rinunciatario qualche mese dopo per impegni di lavoro (medico di base). Carica assegnata per competenza e maturità amministrativa all’esterno Casasola (già assessore e vice sindaco). E da allora recriminata dal consigliere Daneluzzi anche se davanti a lui ci sarebbe la collega di gruppo Burba, che ha ricevuto più preferenze.

La lettera di Casasola ha acceso i riflettori su una conflittualità interna alla maggioranza finora solo chiacchierata, confermata anche dalle parole del consigliere Filiberto Fantin, capogruppo di Uniti per Latisana, l’anima della coalizione che ha sostenuto la candidatura del sindaco Galizio. In una nota parlando di come l’impegno amministrativo non sia stato sufficiente a garantire la necessaria coesione dei gruppi della coalizione, Fantin (come sostenuto anche da Casasola) riferisce di uno scollamento fra l’azione amministrativa e la percezione che di questa ne ha la comunità: «un nuovo rapporto fra amministrazione e cittadini era il mandato che ci eravamo impegnati a perseguire, ma pare che questa missione si sia annacquata negli affanni dell’amministrare. Pertanto chiediamo al sindaco non solo di affrontare le questioni poste dalle dimissioni di Casasola, ma anche di rilanciare il progetto amministrativo che lo ha visto vincente». Quanto al vicesindaco Valvason, definito da Casasola “l’uomo forte della giunta” e artefice di quella blindatura dalla quale invita il sindaco a uscire, cercato dal Messaggero Veneto per un commento non ha inteso fornire una risposta.—



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