Dimezzate le visite alla Chiabà: può entrare soltanto un parente

/ san giorgio di nogaro
Protocolli anticontagio da Covid-19: la casa di riposo Asp “Giovanni Chiabà” di San Giorgio di Nogaro incrementa i livelli di protezione a tutela dei suoi ospiti.
A seguito dell’aumento dei contagi in Friuli Venezia Giulia e a livello nazionale, la struttura ha deciso di potenziare i dispositivi anticontagio. Il personale sarà dotato di ulteriori presidi sanitari, sarà attuata la sanificazioni degli abiti e degli oggetti di tutti gli ospiti attraverso un apposito armadio a “carica antibatterica” e potrà entrare un solo parente per volta nell’apposita postazione “sigillata” dedicata agli incontri con i propri cari e ubicata all’interno del Centro Alzheimer. Queste le più significative azioni messe in atto nella struttura residenziale per anziani, che, nella prima ondata di contagi, era stata duramente messa alla prova con 16 ospiti contagiati e posti in isolamento all’interno di un apposito reparto Covid, e di 17 operatori risultati positivi al tampone e quindi messi in quarantena nelle loro abitazioni. Ben più dura è stata la prova cui è stata sottoposta a livello umano: la Chiabà al Covid-19 ha dato il terribile contributo di 8 vittime.
Come afferma sottovoce, quasi con timore, il presidente dell’Asp, Ivan Franco, «oggi la situazione è tranquilla, abbiamo però incrementato il livello di protezione onde tutelare i nostri nonni». Franco rimarca che è attiva una sola postazione per gli incontri, «anche per una questione di privacy», dislocati in 21 ore settimanali per circa una ventina di minuti per ospite, dove i parenti accedono dotati di presidi sanitari che vanno dalle mascherine chirurgiche alla sanificazione della mani.
Va evidenziato che la casa di riposo, a differenza di altre realtà simili, non ha adottato nessuna restrizione per le visite parenti. Il presidente Franco aggiunge: «Le visite, almeno per il momento, continueranno. Dall’inizio della pandemia, la casa di riposo ha organizzato gli incontri nel rispetto delle linee guida regionali, che vietano gli accessi alla struttura di più familiari per il medesimo ospite e così continueremo». Proprio a causa dell’elevazione degli standard di sicurezza volti alla tutela degli ospiti, resteranno chiusi fino al 31 gennaio, a seguito dell’ordinanza emessa dal sindaco di San Giorgio di Nogaro, Roberto Mattiussi, il Centro Alzheimer frequentato da 20 persone, e il Centro diurno, che ospitava 15 anziani. Una decisione non indolore per la struttura, sia sotto l’aspetto umano, legato alle pressanti richieste dei parenti di anziani affetti da demenza senile in grosse difficoltà nella gestione del malato, che a livello economico, a causa di mancati introiti che porteranno inevitabilmente il bilancio in rosso. Attualmente alla Asp Chiabà risiedono 140 ospiti (con un potenziale di 151 posti letto), accuditi da 120 operatori tra diretti e indiretti, che si sono comportati in maniera encomiabile durante la prima ondata della pandemia e che ora, di nuovo, con grande abnegazione, operano al servizio dei “loro” nonni. —
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