Dieci palloni sonda nel cielo sopra Udine: serviranno per studiare le nuvole e gli effetti dell’inquinamento
Prova pratica del corso “Microphysics of Atmospheric Clouds” organizzato dal Centro internazionale di scienze meccaniche (Cism)

UDINE. Dieci palloni sonda di ultima generazione lanciati nei cieli del Friuli per studiarne le caratteristiche attuali.
È stata questa la prova pratica del corso “Microphysics of Atmospheric Clouds” organizzato dal Centro internazionale di scienze meccaniche (Cism) di Udine, che ha visto la partecipazione a palazzo del Torso di ricercatori provenienti da tutto il mondo.
Gli studi scientifici sulle nuvole hanno inizio nell’Ottocento e oggi sono oggetto di particolare attenzione, perché possono essere indice dei cambiamenti che stanno avvenendo anche nella bassa atmosfera.
«Le nuvole non si muovono come se fossero in un’autostrada – commenta la coordinatrice del corso Daniela Tordella del Politecnico di Torino – ma lo fanno in maniera complessa, in parte caotica a causa della loro turbolenza interna più intensa di quella dell’aria chiara che le circonda. Attraverso la loro analisi è possibile studiare gli effetti dell’inquinamento, oppure di incendi o anche dell’emissione di radioattività».
Al Cism si è passati subito dalla teoria alla pratica. Infatti, in collaborazione anche con Arpa Fvg, sono stati rilasciati dieci palloni sonda frutto della tecnologia sviluppata completamente dal Politecnico di Torino, addirittura realizzati con materiali biodegradabili per avere il minore impatto possibile.
Queste sonde hanno trasmesso dati sugli strati atmosferici attraversati nel cielo friulano, comprese appunto le nuvole, a due stazioni mobili e una fissa, che hanno iniziato subito a elaborarli.
«Abbiamo seguito le sonde, lanciate da un campo a Sant’Osvaldo, per un’ora e mezza su una distanza di 22 chilometri e un’altitudine di duemila metri - spiega Tordella –. Dall’elaborazione dei dati che andremo a fare, potremo analizzare la dispersione caotica di polveri, umidità e aerosol in sospensione nei primi due chilometri dello strato di aria sopra la città di Udine».
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