Deve risarcire CoopCa, ma non ha il denaro: ora rischia di perdere la casa

UDINE. Arriva l’ennesima beffa per i soci CoopCa: un’anziana azionista rischia il pignoramento della casa perché entro il 10 ottobre deve restituire alla cooperativa 2 mila 500 euro più gli interessi e 250 euro per le spese dell’avvocato.
Soldi prima investiti in azioni e poi spostati su un libretto. Quindi persi. Ora la donna è sola e riceve una pensione minima, perciò quel denaro non lo possiede.
Tutto inizia il 17 luglio scorso quando alla donna viene recapitata una raccomandata dal Concordato di CoopCa, firmata dall’avvocato Giovanni Ortis.
Nella missiva si intima all’anziana, così come a una cinquantina di altri azionisti che di punto in cambio si sono ritrovati da risarciti a debitori, di restituire il denaro ricevuto dalla cooperativa prima del 4 settembre 2014, data considerata emblematica per lo scoppio della crisi CoopCa.
La signora in quel periodo aveva chiesto di spostare il denaro investito in azioni in un libretto e il Cda aveva acconsentito all’operazione il 5 settembre del 2013.
Poi i risparmi dell’anziana sono rimasti in CoopCa e andati in fumo come quelli di centinaia di friulani (e non solo). Quindi all’anziana viene chiesto di restituire dei soldi che non ha.
La donna è molto provata dall’intera vicenda e così manda alcuni parenti a parlare con l’avvocato Ortis e con la liquidatrice Paola Cella per capire se quella cifra può almeno essere rateizzata.
«Sono stati perentori – racconta il nipote della signora che vive a Tolmezzo –. La nonna deve restituire quei soldi altrimenti le pignoreranno la casa.
Ci hanno suggerito di fare una colletta in famiglia per aiutarla. Non è possibile neppure rateizzare la cifra. A me dispiace molto perché a finire in questo tritacarne siamo in tanti e sono soprattutto gli anziani quelli chiamati a restituire le somme più elevate».
Per di più in CoopCa c’era l’intera famiglia dell’anziana che rischia il pignoramento della casa. «Avevamo tutti i nostri risparmi là dentro – sono ancora le parole del giovane –. Mamma e io abbiamo visto andare in fumo 70 mila euro investiti in azioni.
È vero, l’azione è una forma di risparmio altamente rischiosa, ma CoopCa la faceva passare come un investimento senza sorprese. Gli interessi erano elevati, ma mai avremmo pensato una cosa del genere, altrimenti solo un pazzo avrebbe lasciato tutti i soldi in CoopCa senza aprire nemmeno un conto in banca».
Il giovane poi ricorda quei mesi a cavallo fra il 2014 e il 2015. «In paese tutti sapevano che CoopCa andava male già prima dello scoppio della bolla.
La gente comune sapeva grazie alle voci di corridoio. Tant’è che già nel 2013 alcuni parenti ci avevano consigliato di disinvestire i nostri risparmi. Mamma ha chiesto il rimborso i primi giorni di agosto del 2015. Le hanno detto che non ci sarebbe stato nessun problema, ma che la richiesta sarebbe dovuta passare in Cda.
Abbiamo aspettato 15 giorni e poi abbiamo letto sui giornali la notizia del crac. Eravamo soci da più di 10 anni, ora non so se riusciremo a riprendere almeno una parte dei nostri soldi, ma credo sia tutto perso».
Il giovane poi fa un appunto a tutti i prestatori: «Capisco le difficoltà, capisco lo scoramento e la vergogna – ha detto –, ma ormai del caso CoopCa si parla pochissimo e sia azionisti sia librettisti sembra preferiscano dimenticare la vicenda. Invece dovremmo organizzare un altro di quegli incontri che facevamo un tempo.
Lo so, è dura, ma in quelle occasioni possiamo discutere e scambiarci notizie. Il Comitato è sempre presente in caso di bisogno e vanno ringraziati, ma servirebbe un’azione seria per dimostrare che la problematica c’è ed è urgente risolverla».
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