Deposito Giordani, ora è la fine

La Cassazione non ammette l’ultimo ricorso. Chiusura permanente per la casa della musica cittadina
Di Ilaria Purassanta

L’unica musica che potrà essere intonata d’ora in poi al Deposito Giordani sarà il de profundis. La Corte di cassazione ha scritto l’epitaffio con la sentenza della terza sezione: «Inammissibilità totale».

Nessuna attività musicale, anche d’intrattenimento, potrà svolgersi nei locali di via Prasecco. Nemmeno il veglioncino di Carnevale.

«Applicando il criterio di ragionevolezza – osserva l’avvocato Francesco Silvestri, che ha curato il ricorso per la cooperativa Nuove tecniche – si sarebbero potute autorizzare le attività sociali e di aggregazione a basso contenuto di emissioni sonore: così, però, non è stato».

Le motivazioni non sono ancora state depositate. È stato pubblicato solo il dispositivo. La Suprema corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la sentenza del Tribunale delle libertà di Pordenone e condannato Nuove tecniche al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di 2 mila euro a favore della cassa delle ammende.

La vertenza, ormai, aveva una valenza simbolica per Nuove tecniche, che ha già dato la disdetta dal contratto di locazione per lo stabile di via Prasecco e dal 1° febbraio si è insediata a Villa Cattaneo.

«L’esito dell’azione legale – sottolinea il presidente della coooperativa Fabio Dubolino – non influisce in alcun modo sulla nostra attività. Abbiamo deciso di spingerci fino alla Cassazione, perché eravamo convinti che la direzione presa non fosse corretta. Pordenone perde per sempre una casa della musica che non aveva eguali in tutto il Triveneto. Chiudere una sala concerti così è sicuramente una nota dolente per il tessuto culturale cittadino, ma rappresenta anche un danno economico per l’indotto, visto che gli eventi musicali richiamavano spettatori dalle regioni vicine».

Dubolino aggiunge che le speranze di un esito positivo ormai erano ridotte al lumicino: «Vista la situazione, onestamente, non vedevo altri scenari possibili».

Il presidente di Nuove tecniche puntualizza di comprendere le esigenze dei residenti: «Nonostante l’ottimo intervento di insonorizzazione realizzato dal Comune, non si è riusciti a eliminare il problema delle emissioni. Indubbiamente in quella zona non avrebbero dovuto realizzare aree residenziali».

«Abbiamo fatto un appello – rinnova l’auspicio – a tutte le associazioni culturali: speriamo che questo risultato negativo possa tramutarsi in una forza propulsiva per trovare altri spazi e nuove società capaci di programmare e organizzare eventi».

Che ne sarà del Deposito Giordani? Il mese scorso l’amministrazione comunale aveva annunciato di essere al lavoro per riaprire la sala concerti in altro sito e per trovare spazi agli artisti del fumetto e delle arti visive. L’assessore comunale alla cultura Pietro Tropeano stava verificando la fattibilità di una serie di soluzioni alternative.

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