Dengue a Udine, scatta la disinfestazione: tre notti di interventi nella zona di viale Duodo
Un caso di infezione umana dal virus è stato segnalato dall'Asufc. Il Comune interviene in un raggio di 200 metri dall'abitazione interessata: ecco le regole per residenti, negozi e condomini

È stato segnalato un caso umano di infezione da virus Dengue a Udine. A comunicarlo all'amministrazione comunale è stata l'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale e il sindaco Alberto Felice De Toni ha firmato martedì 1° settembre un'ordinanza contingibile e urgente a tutela della salute pubblica.
Il provvedimento prevede una disinfestazione straordinaria nella zona di viale Giuseppe Duodo, in corrispondenza dell'area nella quale risiede la persona interessata dal caso.
L'intervento coinvolgerà sia le aree pubbliche sia quelle private comprese entro un raggio di 200 metri dall'abitazione.
Tre notti di disinfestazione
Le operazioni partiranno alla mezzanotte tra martedì 1° e mercoledì 2 settembre e saranno ripetute nelle due notti successive.
I trattamenti sono programmati fino alla notte di venerdì 4 settembre e avranno una durata indicativa di circa tre ore per ciascun intervento.
L'attività prevede trattamenti adulticidi e larvicidi, oltre all'ispezione delle aree interessate e alla rimozione degli eventuali focolai larvali.
Le operazioni sono state definite dal Comune in coordinamento con il Dipartimento di Prevenzione dell'Asufc, secondo i protocolli nazionali e regionali previsti per la gestione delle malattie trasmesse da insetti vettori.
Finestre chiuse durante i trattamenti
L'ordinanza contiene precise indicazioni rivolte a chi si trova nell'area interessata.
Durante ogni trattamento i residenti e le altre persone presenti dovranno rimanere all'interno degli edifici, tenendo porte e finestre rigorosamente chiuse.
Dovranno inoltre essere spenti gli impianti di ricambio dell'aria.
Le finestre dovranno rimanere chiuse per tutta la durata dell'intervento e per l'ora successiva alla conclusione, in modo da rispettare il tempo di decadimento del prodotto e le indicazioni del Dipartimento di Prevenzione.
Chi deve consentire l'accesso alle proprietà private
Le disposizioni riguardano non soltanto i residenti, ma anche amministratori condominiali, attività commerciali, imprese, strutture ricreative e sportive e, più in generale, chiunque disponga di spazi all'aperto nell'area interessata.
I proprietari e i responsabili degli immobili dovranno consentire l'accesso alle aree private agli operatori incaricati della disinfestazione, ai dipendenti comunali e agli altri addetti autorizzati.
Il personale sarà identificabile attraverso apposito cartellino di riconoscimento.
Gli operatori potranno ispezionare le aree, rimuovere eventuali focolai larvali, effettuare trattamenti larvicidi nei ristagni d'acqua che non possono essere eliminati e procedere con i trattamenti adulticidi.
Le indicazioni per i condomini
Un ruolo particolare è affidato agli amministratori condominiali.
Dovranno affiggere una copia dell'ordinanza negli ingressi dei corpi scala e informare adeguatamente tutti i residenti sulle modalità degli interventi e sulle precauzioni da adottare.
L'obiettivo è garantire che le operazioni possano essere effettuate senza ostacoli e che le prescrizioni sanitarie vengano rispettate da tutte le persone presenti nell'area.
Animali domestici e orti: cosa fare
Durante i trattamenti gli animali domestici dovranno essere tenuti al chiuso.
Anche le loro cucce e gli altri ricoveri, così come ciotole, abbeveratoi e oggetti utilizzati per l'alimentazione o la cura, dovranno essere rimossi oppure adeguatamente protetti con teli di plastica.
Precauzioni specifiche sono previste anche per gli orti. Frutta e verdura dovranno essere raccolte prima della disinfestazione. Se non sarà possibile farlo, le piante dovranno essere protette ermeticamente con teli di plastica.
Cosa pulire dopo la disinfestazione
Al termine di ogni trattamento dovranno essere puliti i mobili da esterno, le suppellettili, i giochi dei bambini e tutti gli altri oggetti che siano rimasti esposti.
Per la pulizia dovranno essere utilizzati guanti lavabili oppure monouso.
In caso di contatto accidentale con il prodotto insetticida, la parte interessata dovrà essere lavata abbondantemente con acqua e sapone.
L'attenzione ai ristagni d'acqua
L'ordinanza richiama inoltre la necessità di eliminare tutti i possibili ristagni d'acqua, considerati potenziali luoghi di proliferazione della zanzara tigre.
La prescrizione riguarda terrazzi, balconi, cortili e giardini.
I contenitori lasciati all'aperto dovranno essere svuotati e sistemati in modo da evitare la raccolta dell'acqua piovana oppure chiusi con coperchi a tenuta o reti antizanzare.
Particolare attenzione dovrà essere riservata anche a tombini, griglie di scarico e pozzetti presenti nelle proprietà private, che dovranno essere trattati con prodotti larvicidi efficaci.
Piscine, copertoni e materiali all'aperto
Anche cortili e aree verdi dovranno essere mantenuti puliti, eliminando erbacce, sterpaglie e rifiuti e provvedendo al taglio periodico dell'erba.
Le piscine non utilizzate, le fontane, i teli di plastica, i copertoni e gli altri materiali che possono raccogliere acqua dovranno essere svuotati, coperti o sistemati in modo da impedire la formazione di raccolte d'acqua.
La prevenzione dei ristagni è una delle misure indicate per limitare la proliferazione della zanzara tigre, vettore che può trasmettere il virus Dengue.
Controlli e sanzioni fino a 600 euro
Residenti, amministratori condominiali e responsabili delle attività dovranno attenersi alle indicazioni fornite dagli operatori della ditta incaricata e dal personale dell'Azienda sanitaria.
La collaborazione è richiesta anche per impedire che i focolai larvali individuati e rimossi possano ricrearsi.
L'ordinanza sarà pubblicata sul sito del Comune di Udine e all'Albo pretorio per 15 giorni e diffusa attraverso i canali istituzionali.
Sul rispetto delle disposizioni vigileranno la Polizia locale e gli altri agenti e ufficiali di polizia giudiziaria competenti.
Il mancato rispetto dell'ordinanza comporta una sanzione amministrativa da 100 a 600 euro, oltre alle eventuali ulteriori sanzioni accessorie previste.
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