Demolita la rotonda ma in via Palmanova spuntano due dossi

San Giorgio di Nogaro, contro i lavori alza la voce Bertoldi Eliminata la rotatoria all’uscita dal centro intermodale

SAN GIORGIO DI NOGARO. «Demolita un’altra rotatoria a San Giorgio di Nogaro: quella sotto il viadotto di via Enrico Fermi, questa volta ancora prima di metterla in servizio». A dirlo è il consigliere di minoranza Enzo Bertoldi, a commento della eliminazione della rotonda posta all’uscita dal centro intermodale. Questa è la seconda che viene demolita dall’amministrazione comunale, dopo quella all’incrocio tra viale Palmanova e via Carnia che tanti incidenti ha provocato. Va detto, però, che quest’ultima demolizione è dovuta alla nuova viabilità provvisoria, per la Ziac e il porto, che passa a fianco del Centro intermodale, legata alla realizzazione della rotonda sulla strada regionale 14.

«La demolizione è visibile sulla destra da chi arriva a piedi da Chiarisacco - spiega Bertoldi -, quando percorrendo via Aquileia interseca la fine della rampa di discesa del viadotto di via Fermi. Sull’argomento non eravamo mai ufficialmente intervenuti salvo indicare verbalmente che la posizione della rotatoria non ci sembrava coerente con il flusso di traffico che la nuova viabilità avrebbe gestito. Inoltre, un errato posizionamento del fabbricato accanto al viadotto di via Fermi di fatto limiterà l’utilizzo di questa via per il deflusso del traffico pesante dalla Sr 14 verso la Ziac».

Sulle due rotonde poi aggiunge: «Speriamo che arrivi anche la demolizione dell’assurda rotatoria tra via Libertà e via Ronchi, che non viene rispettata da almeno il 10-20% delle automobili transitanti, tanto è innaturale (nonché assolutamente inutile). Purtroppo, però, non è detto che si debba gioire se una rotatoria viene demolita. In via Palmanova al posto della rotatoria hanno realizzato due dossi estremamente pericolosi (costo tra costruzione e demolizione oltre 17 mila euro, più altri 5 per realizzare i dossi), di un’altezza non riscontrabile in altre zone, che rallentano il traffico ben oltre il desiderato in quanto la maggior parte degli automobilisti, proprietari di automobili moderne con mascherature frontali e posteriori piuttosto basse, sono costretti a prenderle a una velocità di 20 km/h e anche meno, salvo riaccelerare proprio dove sarebbe importante andare piano, cioè davanti al poliambulatorio».

«Chi ha occasione di fare delle passeggiate in quella zona - conclude Bertoldi - è testimone di veri e propri voli di chi non si accorge della presenza dei dossi, pressoché invisibili di notte. Non parliamo, poi, delle improvvise e pericolose frenate da parte di chi si accorge della loro presenza all’ultimo momento per non dire dei rischi per le ambulanze o mezzi dei vigili del fuoco o delle forze dell’ordine».

Francesca Artico

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto