De Nicolo: indagine veloce, presto sviluppi

UDINE. Le indagini proseguono a spron battente, con la stessa celerità con cui si è fatto fino a ora, e gli inquirenti non escludono che dagli accertamenti in corso possano emergere nuovi e interessanti sviluppi investigativi. La conferma arriva direttamente dal palazzo di via Lovaria, dove, il giorno dopo la conferenza stampa del procuratore Antonio De Nicolo, le bocche tornano a essere cucite.
«Ora è giusto che si lavori nel riserbo più assoluto – ha detto il numero uno della Procura – e, nondimeno, anche nella maniera più veloce e tempestiva possibile. Considerato l’oggetto dell’inchiesta, ieri (lunedi, ndr) ho ritenuto doveroso informare la popolazione e precisare anche quale sia stata la scansione cronologica delle fasi investigative. A riprova di quanto bruciante sia stato il lavoro svolto dal 3 agosto a oggi dai carabinieri del Nas e dal personale dell’Icqrf, sotto il coordinamento del collega Marco Panzeri».
A questo punto, non resta che attendere l’esito delle analisi che il pm delegherà a un laboratorio specializzato di fuori provincia sui campioni di mosto in fermentazione prelevati giovedì, nel corso delle perquisizioni eseguite in 17 tra le più note e blasonate aziende vitivinicole sparse nelle zone del Collio e dei Colli orientali del Friuli, l’Umbria e l’Abruzzo, oltre che dei 120 ettolitri sequestrati in un capannone dismesso tra Orsaria e Premariacco. Per conoscerne l’esito, e cioè per capire se nel vino sia presente o meno il «preparato» ideato e realizzato da Ramon Persello, enologo e chimico di Attimis, nel laboratorio allestito nella propria abitazione e venduto ad alcuni produttori per esaltare profumo e aromi dei rispettivi Sauvignon, potrebbe passare almeno un mesetto.
Al momento, per tutti gli indagati - oltre ai produttori e a Persello, anche sua moglie e la titolare e una tecnica di un laboratorio di Corno di Rosazzo - l’ipotesi di reato è la frode nell’esercizio del commercio. «Abbiamo svolto le indagini sulla base di serissimi indizi di reità – aveva dichiarato lunedì De Nicolo. Le aziende sulle quali si indaga hanno avuto certamente contatti con Persello e hanno acquisito da lui la sostanza. Questa indagine – aveva anche sottolineato – riguarda un numero molto ristretto di aziende: le “mele marce”, cioè quelle che hanno agito al di fuori dei limiti del disciplinare di produzione dei vini Doc». (l.d.f.)
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