«Danno enorme, ma i limiti sono eccessivi»

Gli allevatori: duro colpo all’immagine, i parametri vanno rivisti. E oggi la manifestazione pro-Ogm

UDINE. Il presidente dell’Associazione allevatori, Luca Vadori era fuori regione quanto è stato raggiunto dalla notizia: «Ho ricevuto una serie ininterrotta di telefonate – confida – ho dato anche una sbirciatina su Internet. Ma allo stato delle cose, prima di un giudizio approfondito vorrei rientrare in Friuli e capire di persona quanto è accaduto. È chiaro, purtroppo, che non si tratta di una belle vicenda. La zootecnia è tornata nel mirino dei controlli. E questo è più che certo».

Anche perché – ed è lo stesso Vadori a darne informazione – i Nas hanno fatto visita anche al laboratorio dell’Associazione. «Sì – ammette – ci sono stati controlli anche da noi. Ma eravamo e siamo molto sereni. I rapporti con le forze dell’ordine sono improntati alla massima collaborazione. Con quanto è accaduto non c’entriamo proprio nulla. Lo ribadisco, prima di parlare vorrei rientrare a casa».

Il presidente degli allevatori non sa dire con certezza se si tratti di un fenomeno generalizzato tra gli allevatori. «Questo non lo so – ripete – e non credo sia così. Certo è che il fenomeno in qualche modo è legato al contingentamento. Non vorrei essere dietrologo e saranno le indagini a fare chiarezza. Ma non vorrei che si fosse fatto di tutto per tenersi stretti gli allevatori. Ma non ho voglia di aggiungere altro»

Vadori invita poi tutti a riflettere sul fatto che nessuno «mette in discussione la tutela del consumatore, ma nel contempo è impensabile che i limiti per le aflatossine siano così discordi. In America sono ammesse 500 parti per miliardo; da noi 50. Forse in America esagerano. Forse esageriamo anche noi. Qui con 51 passi per un delinquente e la cosa mi pare davvero eccessiva. Questi limiti sono stati imposti dai Paesi del Nord Europa che non hanno i problemi che ha il mais italiano a causa del caldo e dell’umidità. Ma il discorso ci porterebbe lontano».

E di danno enorme per la zootecnia di tutto il Friuli Venezia Giulia, parla un altro allevatore: Graziano Zanello. «In Fvg – afferma – ci sono moltissime persone serie che lavorano non soltanto per se stesse ma anche per i consumatori. Per questo non dobbiamo rischiare di graffiare l’immagine della zootecnia. Certo che queste tossine provengono dal mais e allora credo sia venuto il tempo di ripensare a che tipo di colture seminare a come affrontare diversi problemi che il mais intensivo subisce e poi provoca».

E intanto, c’è da registrare che oggi, alle 10, i difensori dell’Ogm si danno appuntamento a Colloredo di Monte Albano dove esiste un campo Ogm che viene definito “didattico”. «Questo perché - precisa un agricoltore che difende gli Ogm – vogliamo dimostrare che anche nei campi Ogm esiste la biodiversità: insetti, farfalle e quant’altro. È ora di fare chiarezza. Se fosse ammessa la coltivazione di mais transgenico non ci sarebbe il problema delle aflatossine».

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