Dall'Offset alla WebTv: i primati dell'informazione

UDINE. Dal piombo alla stampa offset e al colore, dai videoterminali alla web tv: solo per citare alcuni traguardi che il quotidiano di viale Palmanova ha tagliato con orgoglio nel suo lungo cammino.

La via dell’ammodernamento e delle nuove tecnologie è stata una caratteristica che ha accompagnato il Messaggero Veneto durante i suoi 69 anni di vita.

Ripercorriamo alcune di queste tappe, dopo la fondazione della testata. Nel ’66, entrarono nel quotidiano friulano importanti novità: il trasferimento da via Carducci alla moderna sede di viale Palmanova, dove era stato costruito un nuovo stabilimento moderno e funzionale, un edificio che porta la firma dell’architetto Gino Valle. E dove nel ’68 fu installata una nuova rotativa offset, la prima in Europa, sulla quale girava il prodotto del lavoro tipografico effettuato su macchine per scrivere compositrici Ibm che sostituivano le vecchie linotype (inventate nel 1884 da Mergenthaler).

Fu una rivoluzione nel mondo dell’editoria. Da un giorno all’altro sparí il piombo sostituito dai nastri magnetici e dalle colonne di testo su carta con cui confezionare le pagine in un collage composto sui grandi tavoloni della nuova redazione. La data è rimasta scolpita nella storia del giornale e del Friuli: 5 maggio 1968. Il Messaggero Veneto quel giorno mise una bandierina diventando il primo quotidiano offset in Italia. Questo significò l’arrivo del colore e quindi di un huovo modo di fare il giornale e la prima pagina.

A queste conquiste ne seguiranno altre. Ma prima ci fu il tragico terremoto del 6 maggio 1976 che segnò profondamente anche la storia del giornale. Il Messaggero Veneto, durante gli anni del terremoto, fu la voce del Friuli, il canale dell’informazione negli anni in cui non c’erano social network e internet. E fu il momento che portò la testata, sotto la direzione di Vittorino Meloni, a un record anche delle copie vendute in edicola.

Un altro balzo in avanti straordinario, in anticipo su tutti i quotidiani italiani, è avvenuto nell’autunno 1978 con l’ingresso in redazione e in tipografia dei videoterminali. Poi, nella prima metà degli anni 80, altre innovazioni: il primo lettore ottico, la prima impaginazione in video in tipografia, l’impiego dello scanner per ottenere rapidamente le foto a colori. E una nuova rotativa piú veloce e sofisticata.

Il Messaggero Veneto è nato il 24 maggio 1946 – oggi compie 69 anni – in un momento ancora inquieto, anche se la guerra era appena finita. Perdurava l’occupazione alleata e la questione del confine orientale era apertissima: gravavano incertezze non solo sulla sorte di Trieste e dell’Istria, ma anche su quella di alcune zone del Friuli. E incombeva il referendum istituzionale del 2 giugno per la scelta tra Monarchia e Repubblica.

Il nome della testata, Messaggero Veneto, era giustificato dall’appartenenza allora del Friuli alla regione veneta e dall’esigenza di una maggiore apertura verso la Venezia Giulia.

Sessantanove anni di cronaca e di storia del Friuli Venezia Giulia.

Dal piombo alla stampa a freddo al colore. Verso altri traguardi sulle nuove piattaforme digitali, sui social, sul sito internet con le informazioni in real time, con la web tivú.

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