Dalle rogge il “salto” nella città ecosostenibile

Al via da ieri la centrale idroelettrica da 280 mila chilowatt/ora di Sant’Osvaldo L’impianto sfrutta l’acqua del canale di Castions: garantirà energia a 80 famiglie

Il futuro energetico di Udine passa anche dal recupero del patrimonio rappresentato dalle rogge». Ad affermarlo, ieri, durante l’inaugurazione della centrale idroelettrica di Sant’Osvaldo, è stato il sindaco Furio Honsell. «Le rogge hanno sempre rappresentato una marcia in più per la città – ha detto il primo cittadino –: un tempo erano una fonte di acqua ed energia inesauribile, oggi rappresentano l’opportunità per creare una città ecosostenibile. Sappiamo che la combustione delle fonti fossili libera anidride carbonica nell’atmosfera e vogliamo combattere questo fenomeno anche per centrare l’obiettivo europeo del “202020”, ovvero ridurre del 20 per cento le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20 per cento il risparmio energetico e aumentare al 20 per cento il consumo di fonti rinnovabili entro il 2020».

Sfruttando un piccolo salto nel canale di Castions, la nuova centrale idroelettrica di via Campoformido garantirà l’energia elettrica a 80 famiglie, grazie a un’innovativa turbina (la prima in città) che produrrà 280 mila chilowatt/ora all’anno. «La portata nominale del canale di Castions è di 2.400 litri d’acqua al secondo, praticamente costante durante tutto l’anno – ha spiegato Giannino Bassi, proprietario e progettista dei lavori –. Il salto ricavato è di 2,15 metri, anche se sono stati installati sensori per mantenere il livello a non più di 1,27 metri sul fondo, portando così il dislivello a 1,9 metri per maggior sicurezza e per rimanere al di sotto della quota della parte degli argini rivestita in calcestruzzo».

La centrale è stata progettata per funzionare in modo completamente automatico ed è in grado di segnalare a distanza, tramite sistema Gps, qualunque anomalia e qualunque stato di rischio. E così, ieri, tutta Sant’Osvaldo si è stretta intorno a Giannino Bassi, progettista e proprietario della centrale Luchimada (acronimo dei nomi dei familiari). «In questa centrale - ha aggiunto - sfruttiamo una tecnologia innovativa basata sul principio sulla vite di Archimede». È toccato poi a don Tarcisio Bordignon, che già 16 anni fa aveva inaugurato la prima centrale di Bassi, rinnovare il rito religioso. «Un tempo era tutto più semplice – ha rimarcato Bassi –. La prova? Basti pensare che negli uffici del Consorzio bonifica Ledra Tagliamento, così come in Regione, giacciono decine di richieste inevase».

Michela Zanutto

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