Dalla riabilitazione alle cure dentali: aumentano i reclami

Decine di segnalazioni all’Associazione diritti del malato. La presidente Anna Agrizzi: ormai i pazienti sono rassegnati

UDINE. Per l’Associazione diritti del malato è una battaglia quotidiana. «Riceviamo più di una decina di segnalazioni al mese su problemi che riguardano le liste di attesa, spesso da pensionati – conferma la presidente Anna Agrizzi – e sono istanze che noi portiamo avanti con decisione perché rappresentano un problema molto grave. Qualche anno fa - sintetizza – a fronte di tempi di attesa lunghi i pazienti ovviavano ricorrendo alle strutture dei privati, molti potevano permettersi di pagare di tasca propria, ora però, in molti casi, non vi sono più le disponibilità per ricorrere alle strutture private e ci si rassegna ad aspettare, a volte correndo anche dei rischi».

L’Associazione diritti del malato moltiplica le sue segnalazioni alle strutture sanitarie o alle autorità regionali, per far pressione e chiedere interventi incisivi. L’impressione è che, non solo le persone che vivono in condizione di povertà, ma anche un crescente numero di famiglie che appena una decina di anni fa appartenevano alla classe media, hanno delegato al servizio sanitario pubblico ambiti che prima erano appannaggio dei privati. A partire dalle cure dentali.

«Sono sempre più numerose le persone che si rivolgono al distretto a Udine per sottoporsi a un’estrazione o per curare i denti – sottolinea la presidente Agrizzi – e spesso le liste d’attesa sono lunghe. Non avendo altre possibilità di sobbarcarsi i costi di una cura presso uno studio dentistico, spesso attendono mesi, aggravando la loro situazione, o addirittura rinunciano».

Così l’igiene dentale finisce per essere un optional, come pure le protesi, visto che i costi sono esorbitanti. E perfino le cure vengono procrastinate.

«A volte sono i malati di cancro a contattarci - sottolinea la Agrizzi – perché vista l’aggressività della loro malattia richiedono una particolare attenzione, visite ed esami frequenti, sia per la radioterapia, che per la risonanza magnetica».

Ci sono poi ambiti che sono tradizionalmente problematici, come le mammografie, per le quali, in classi di priorità programmata si arriva a oltre un anno di attesa per gran parte delle strutture, fanno notare dall’Associazione diritti del malato.

«Un problema sentito - aggiunge la presidente – è quello delle visite oculistiche, per le quali ci vogliono anche sei mesi, gli interventi alla cataratta, poi, rappresentano un altro nodo da sciogliere. Resta da affrontare la difficile situazione dei malati di maculopatia – pone l’accento la Agrizzi – note le loro sono difficoltà per ottenere farmaci come il Lucentis dalle strutture ospedaliere. Difficile poi conclude – sobbarcarsi fino a 800 euro a fiala per assumere un farmaco indispensabile ed evitare la cecità, un prodotto contingentato all’ospedale».

Altra nota dolente è quella che riguarda le tempistiche della riabilitazione per le problematiche di tipo motorio. «Si tratta di prestazioni importanti – chiosano dall’associazione – che devono essere fissate tempestivamente, perché da queste sedute dipende la ripresa di una vita quotidiana e la capacità di deambulare, di svolgere le normali attività quotidiane. Spesso – continuano i vertici dell’associazione – nonostante vengano prescritte dal fisioterapista più sedute settimanali, dopo le dimissioni dall’ospedale o dopo l’evento traumatico non c’è disponibilità immediata e le visite vengono fissate tardivamente, ben oltre i termini prescritti dal fisiatra o dal medico ortopedico. Ciò – osservano – pregiudica la riabilitazione e i tempi di ripresa delle normali funzioni».

Questo, e altro, il tenore delle segnalazioni che quotidianamente approdano all’associazione diritti del malato. La realtà è che, con il tempo, il numero delle richieste di prestazioni è aumentato, vuoi per l’invecchiamento progressivo della popolazione e quindi dei malati cronici, vuoi perché anche chi era solito rivolgersi allo specialista in privato ora cerca di risparmiare e lo fa rivolgendosi alle strutture pubbliche o a quelle convenzionate e le risorse continuano a diminuire.

«Molti cittadini ci chiamano allarmati dall’impossibilità di verificare le proprie condizioni di salute in maniera tempestiva, ma sempre più spesso a forza di dinieghi prevale la rassegnazione – conclude –. Noi li accogliamo al padiglione 6 dell’ospedale di Udine e cerchiamo di rappresentare le loro istanze a livello politico e sanitario». La sede dell’associazione è contattabile allo 0432 55 2227 o sul sito web www.dirittidelmalato.fvg.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:sanità

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto