Dai banchi del Solari a Milano per fare ricerche sul cancro

Il 17enne Cristian Perissutti è tra i dieci studenti scelti dall’Ifom. Lo stage in un centro specializzato: «Lavorare per salvare vite è stimolante»

TOLMEZZO. Dai banchi del Liceo scientifico al bancone di un laboratorio di ricerca. È l’esperienza vissuta da Cristian Perissutti, 17 anni, studente del liceo scientifico Isis Fermo Solari di Tolmezzo, tra i protagonisti del concorso nazionale “Lo Studente Ricercatore” indetto dall’Ifom di Milano, istituto rinomato a livello internazionale nella ricerca sul cancro.

Non un’opportunità “qualsiasi”, perché assieme a Cristian sono stati appena altri nove i giovani selezionati in tutta Italia, fra centinaia di aspiranti. Perissutti ha testato da vicino, per 15 giorni, l’emozione di lavorare con ricercatori di tutto il mondo durante uno stage sotto la guida di Paolo Bonaiuti. «La proposta di partecipare al concorso è arrivata dalla professoressa Gloria Bolognini, ma me ne aveva già parlato una studentessa tolmezzina, Michelle Cescutti. La passione per la scienza ce l’ho sin da piccolo e ho deciso di provare».

Grazie alle sue qualità, il giovane è entrato nella ristretta cerchia dei prescelti, occupandosi di biologia quantitativa della divisione cellulare. Un’esperienza utile anche ai fini pratici: «Ho imparato tecniche e procedure utilizzate nella ricerca, dalla coltivazione delle cellule all’uso di microscopi e strumentazioni, testando sul campo quanto avevo studiato sui libri. Il “Solari” offre un’ottima preparazione teorica e pratica e questo mi ha agevolato all’Ifom».

Partendo da piccole cellule di lievito, Perissutti ha osservato in prima persona i procedimenti che mirano a combattere il cancro «e la prospettiva di lavorare per salvare vite umane è stata incredibilmente stimolante», racconta con orgoglio. E lui, partito dalla piccola Forni di Sopra, dove abita, si è ritrovato a Milano, gomito a gomito con scienziati di tutto il pianeta.

«L’impatto con la città mi ha inizialmente confuso – ammette con un sorriso – perché non ero abituato a mezzi di trasporto come tram o metro. Ma durante le visite nel tempo libero con gli studenti e i tutor ho apprezzato molto tutti gli angoli cittadini. Il contatto con gli altri ricercatori? C’era una bellissima atmosfera, tanta energia: poter parlare con loro mi ha arricchito. Ringrazio Paolo Bonaiuti, mi ha trasmesso passione per il lavoro e tante qualità umane».

Cristian, appassionato di scienze, lettura, pianoforte e informatica, sogna in futuro di iscriversi a ingegneria elettronica. E l’impegno scientifico potrebbe continuare: «Una facoltà come quella non mi precluderebbe di prendere la strada della ricerca, è abbastanza generica e consente di spostarsi in altri ambiti – conclude –. All’Ifom, per esempio, sono rimasto stupito perché non c’erano solo medici e biologi, ma anche matematici e ingegneri».

Un 17enne pronto a farsi strada nel mondo. Con tanto orgoglio per la Carnia e il “Solari”, capitanato dalla dirigente scolastica Manuela Mecchia.


 

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