Dai Balcani il record di ingressi d’immigrati

UDINE. Lo dicono i numeri e le percentuali. Sui dati non si eccepisce, non si contesta, non si commenta. Sono dati che non soltanto confermano una verità che era sotto gli occhi di tutti, ma adesso addirittura la amplificano. E i dati di Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, sui flussi dei profughi parlano da soli. E dicono che dal febbraio 2014 allo stesso mese di quest’anno gli arrivi dal corridoio balcanico, che ha come porta finale il confine friulano-austriaco, sono aumentati del 990 per cento. Cifre che accreditano il Fvg come la Lampedusa del Nord. Numeri, inoltre, che incrociano altri dati, questa volta forniti dal Viminale secono cui la nostra regione rispetto alle altre del Nord, sta accogliendo il maggior numero di richiedenti asilo in rapporto agli abitanti: 1 profugo ogni 719 abitanti contro 1 su 1.805 del Veneto e addirittura 1 su 2.074 abitanti della Valle d’Aosta.
Una situazione di cui Roma deve prendere coscienza in tempi strettissimi prima che la preoccupazione dei Comuni del Fvg si trsformi in ostracismo nei confronti delle decisioni Centrali. Ed è questo che l’Anci nazionale, su sollecitazione di quello del Fvg, ha sottoposto ieri al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nel corso del vertice romano tra esecutivo, Comuni e Regioni sull’emergenza immigrazione. Alfano, dopo aver raccolto le istanze delle varie Regioni, si è preso tempo per concordare una risposta. Nella speranza che una volta per tutte il governo prenda atto della peculiarità della nostra regione diventata il terminale della rotta dei disperati provenienti dal Balcani. L’assessore regionale all’Immigrazione, Gianni Torrenti, assicura che dallo scorso settembre i richiedenti asilo che arrivano da Tarvisio vengono inseriti nella quota complessiva del riparto nazionale che tiene conto del flusso via mare.
«Non è vero - è la secca replica del capogruppo regionale del Ncd, Alessandro Colautti - perché i quasi trecento profughi arrivati in questi giorni sono giunti dal Sud». Come dire allora che il problema della sperequazione nel conteggio e nelle distribuzione tra le varie regioni resta il nodo ancora da sciogliere. L’altro ieri, il vicepresidente del consiglio regionale, Paride Cragnelutti, ha incontrato a Roma il ministro dell’Interno per confermargli le difficoltà del Fvg di fronte all’emergenza che arriva dai Balcani. «L’ho invitato - rivela - a venire in Friuli per un incontro al confine con l’Austria assieme alla presidente Serracchiani. Nei prossimi giorni mi darà risposta». Ma intanto, dall’incontro romano di ieri, è uscita la fumata bianca.
«L’incontro con il governo è stato positivo e partiranno da subito dei gruppi di lavoro costituiti da esecutivo, Comuni e Regioni» è stato infatti il commento del presidente dell’Anci, Piero Fassino, al termine del vertice al Viminale. In questo momento, ha aggiunto «gli hub regionali sono insufficienti e a questo punto serve una accelerazione per lo screening dei rifugiati e per il successivo smistamento ai Comuni».
L’intesa con il governo, ha informato ancora Fassino, «prevede quindi un allargamento dell’accoglienza dei profughi ospitati dai Comuni con il potenziamento del sistema Sprar, tra l’altro prevedendo incentivi ai Comuni che collaboreranno su questo piano». Secondo il presidente dell’Anci, a questo punto «bisogna prevedere un aumento delle commissioni per la valutazione delle richieste d’asilo, ma bisogna fare in fretta perché quello attuale ha dei meccanismi lenti». Sul fronte europeo, ha osservato ancora Fassino, «bisogna far capire che anche gli altri Paesi comunitari debbono affrontare questa emergenza». Da ultimo sui lavori socialmente utili Fassino ha spiegato che «il modello verrà utilizzato su base volontaria e sarà gestito dai comuni». E proprio su questo punto ieri era divampata la polemica dopo che lo stesso Alfano aveva sottolineato che «dobbiamo chiedere ai Comuni di far applicare una nostra circolare che permetta di far lavorare gratis gli immigrati che vi risiedono. Invece che tenerli lì a far niente almeno li facciano lavorare». Una frase che ha incendiato gli animi al punto tale da far dire ad Angelo Bonelli, leader dei Verdi, che «la soluzione del ministro Alfano al dramma dei migranti è una nuova forma di schiavismo».
E sul vertice al Viminale è intervenuto anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino. Secondo cui «nella riunione di oggi il governo ha ricevuto la nostra disponibilità a riequilibrare il numero dei migranti nelle varie regioni. Ora parte una fase per individuare la realizzazione di nuovi hub, con l’aiuto delle amministrazioni centrali dello Stato, e il potenziamento del sistema Sprar».
Per Chiamparino, l’intesa con il governo «ricalca prevalentemente l’accordo sottoscritto a luglio del 2014. In ogni caso prendo atto della contrarietà di alcune Regioni, soprattutto del Veneto e della lombardia, anche se non è esatto fare dei calcoli sul numero degli immigrati presenti a livello storico in quei territori. Ma il problema è che bisogna risolvere in tempi rapidi una emergenza». Da ora in poi, ha sottolineato il leader dei governatori, «serve un’opzione affinché i governatori accettino una sfida umanitaria e spero che altri presidenti di Regione mi seguano». Chiamparino ha infine reso noto l’ok dato dalla riunione alla realizzazione alla cabina di regia tra Governo, Regioni, Comuni e Ministero della Difesa e Agenzia del Demanio.
Infine, Chiamparino ha ribadito che le due Regioni che hanno ribadito la loro contrarietà, il Veneto e in parte la Lombardia, lo hanno fatto su «motivazioni prevalentemente politiche».
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