Dagli ex Bernardi ok al contratto Erreci: part time di 24 ore

Cinquanta lavoratori sui 73 totali hanno accettato il lavoro. Apertura dei negozi per l’Epifania, in tempo per i saldi

UDINE. Bando ai timori. E pure alle perplessità. I lavoratori in forze ai negozi Bernardi hanno deciso ieri di accettare la mano tesa dalla nuova proprietà lucana firmando a Ronchis, nella storica sede del gruppo di abbigliamento friulano, il contratto che gli consentirà di tornare al lavoro già all’inizio dell’anno prossimo.

Su 60 ex addetti Bernardi, in 50 hanno detto sì al passaggio, mentre 10 hanno optato per la mobilità volontaria “regalando” così l’occasione di un posto di lavoro ai 13 colleghi inizialmente rimasti fuori dall’accordo sindacale.

A loro, così come ai lavoratori già in mobilità che nei giorni a venire potrebbero essere contattati dall’azienda per andare a coprire qualche posto rimasto eventualmente vacante. In sostanza due terzi dei dipendenti hanno detto sì.

In questa fase di abbrivio, l’obiettivo di Erreci è quello di arrivare a quota sessanta persone. Con contratto part time a 24 ore alla settimana.

Sufficienti oggi, domani chissà, perchè l’attività dovrà ripartire quasi da zero. E’ con questo spirito che i lavoratori chiamati ieri a raccolta dal commissario straordinario Francesco Rinaldo De Agostini hanno firmato il contratto. Speranzosi di poter tornare presto o tardi agli antichi fasti del gruppo. E dunque anche al full time.

«Intanto s’inizia - ha commentato ieri il sindacalista Diego Marini (Fisascat Cisl Fvg) - poi vedremo come andrà. Le prospettive ci sono.

Anche per coloro che oggi sono rimasti fuori e che, se i negozi andranno bene, in un secondo tempo potranno anche essere ripescati».

I “se” sono tanti. Vanno maneggiati con cura per non creare false illusioni, ma vanno anche detti a voce alta per restituire a persone reduci da lunghi mesi di cassa integrazione il senso della prospettiva, di un futuro che finalmente esiste. Di certo per i 50 che ieri hanno firmato e che il 31 dicembre potranno alzare il calice brindando al nuovo lavoro.

Al loro fianco ieri c’era naturalmente il sindacato. Così come il commissario straordinario, «che in questi mesi ha dimostrato grande interesse e attenzione per le maestranze», ha tenuto a precisare Marini. Il clima? «A Ronchis si è respirato ottimismo. L’azienda si è presentata ai lavoratori, ha spiegato loro quali sono le sue altre attività, legate soprattutto all’abbigliamento intimo, ed ha annunciato l’apertura dei negozi nel giro di una settimana o poco più. Diciamo che subito dopo l’Epifania, già dal 7 gennaio, i punti vendita avranno le serrande alzate».

Insomma, Erreci intende prendersi appena il tempo tecnico per inventariare la merce rimasta nei negozi, riassortirne i magazzini e aprire i battenti. In tempo di saldi, che aiuta, e forte della stessa insegna di sempre: quella Bernardi. Almeno per ora.

Non è infatti detto che nel prossimo futuro, all’ingresso dei 23 punti vendita di cui 15 aperti in Friuli Venezia Giulia - ad Amaro, Basiliano, Bertiolo, Cervignano, Chions, Codroipo, Gemona, Gorizia, Pordenone, Pradamano, San Daniele, San Giorgio di Nogaro, Spilimbergo, Trieste e Villa Santina - continui a troneggiare il nome della storica azienda friulana di abbigliamento.

«Il marchio non è infatti passato a Erreci e il suo utilizzo pare non sia scontato. La nuova società ci ha detto che approfondirà la questione precisando che, potendo, l’intenzione è quella di mantenere la stessa insegna». C’è, in quel nome, un pezzo significativo di storia economica della regione.

Viceversa destinato a venir meno. La strada di Bernardi group spa è infatti ormai segnata. Venduti i negozi, il padovano De Agostini provvederà infatti alla liquidazione della società di Ronchis mettendo di fatto un punto in calce alla lunga e (per lungo tempo) felice vicenda imprenditoriale avviata nel ’75 da Riccardo di Tommaso assieme alla mamma Teresa Bernardi con l’apertura del primo punto vendita a San Giorgio di Nogaro.

Una storia che adesso è giunta all’epilogo, ma che rinascerà dalle proprie cenerie già con il nuovo anno. Con quali prospettive e con che durata è tutto da vedere, ma naturalmente imprenditori, lavoratori e clienti si augurano che le cose vadano per il meglio.

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