Dagli aironi alle nutrie, quanti animali sui bastioni di Palmanova

Si moltiplicano le specie che “trovano casa” sulla fortezza. Ci sono cigni, germani reali, gufi, folaghe, caprioli, volpi, ma anche topi e rettili

PALMANOVA. I bastioni di Palmanova ospitano diversi esemplari di fauna: alcune specie attirano la curiosità e l’ammirazione dei passanti e delle famiglie a passeggio, altre invece risultano certamente meno gradite e alcune persino dannose.

Nei giorni scorsi ad esempio, sui social, è stata segnalata una zona del fossato, presso porta Aquileia, nella quale erano stati ritrovati senza vita una quindicina di esemplari di topi morti con conseguente cattivo odore. A questo proposito l’assessore all’ambiente Luca Piani spiega: «Immediatamente ci siamo attivati per rimuovere gli animali.

La loro morte è stata causata dalle esche posizionate dalla ditta incaricata della derattizzazione dal Comune, come periodicamente accade». I topi che ingeriscono il veleno infatti avvertono la mancanza di ossigeno e pertanto lasciano le loro tane per andare a morire in superficie.

«Sui bastioni – prosegue l’assessore Piani – sono state viste anche delle nutrie. Per ora ci risulta una famiglia di pochi esemplari, teniamo sotto controllo la situazione per decidere, in caso di aumento della loro presenza, gli eventuali provvedimenti da adottare.

Ci preoccupa di più invece la presenza dei tassi che costruiscono gallerie con camere e possono pertanto danneggiare le fortificazioni. Ma anche qui si tratta di pochi esemplari.

Tra le specie “spiacevoli” per la vista del turista anche il biacco (una biscia conosciuta anche come carbone), presenza innocua per l’uomo, che riteniamo preziosa perché quest’animale si nutre di topi, insetti e tiene lontane le vipere, che non si trovano sui bastioni».

Accanto a queste specie, ce ne sono molte altre ammirate da chi ama passeggiare sui bastioni: gallinelle d’acqua, germani reali, gufi, folaghe.

E poi anfibi come il tritone e la salamandra, o come rospi, rane e raganelle con i loro concerti, insetti, farfalle, libellule, ma anche tartarughe palustri e di passaggio, aironi cenerini e cigni. Per non parlare di esemplari di caprioli, volpi, lepri; tuttavia, non essendoci molta vegetazione, si tratta di rari esemplari.

«Tra le idee che mi piacerebbe realizzare prossimamente con l’aiuto di esperti – conclude l’assessore Piani – un pannello con le indicazioni della fauna e della flora (anche più ricca e variegata della fauna) presenti sulle fortificazioni cittadine.

La cinta bastionata è preziosa per le sue caratteristiche storiche, ma anche per gli aspetti legati alla fauna e, soprattutto, alla flora che ne fanno un caso a sé rispetto al territorio circostante».

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