Da vicesindaco a sottosegretario Gava: «Ecco il mio impegno»

La leghista sacilese è l’unica donna friulana nel governo gialloverde. Lavora all’Ambiente «Amo il mio lavoro, detesto i convegni dove ci si parla addosso. Io preferisco fare» 



sacile. Catapultata da Sacile a Roma: Vannia Gava, sottosegretario all’Ambiente, un anno fa ha fatto la valigia per il Parlamento. Iscritta al gruppo parlamentare Lega dal 27 marzo 2018 nella XVIII Legislatura, il 13 giugno 2018 ha aperto il suo mandato di sottosegretario al ministero dell’Ambiente nel Governo Conte. Eletta nel collegio uninominale di Pordenone alla Camera nelle fila della Lega, che ha incassato nelle urne politiche il 46,22%. Nella squadra di Governo gialloverde in carica è l’unica pordenonese e prima donna sacilese e friulana. Già assessore comunale e vicesindaco a Sacile, fa il bilancio di un anno.

Com’è stato l’impatto con Roma?

«A Roma sono arrivata grazie a chi ha avuto fiducia in me. Agli elettori che hanno creduto nel progetto della Lega, del vicepremier Matteo Salvini e che hanno riconosciuto il mio impegno per i cittadini in tanti anni di impegno da amministratore locale. L’impatto non è stato facile ma il coraggio e la spinta che sento quotidianamente dalla nostra gente sono una grande forza».

Che cosa ha provato?

«Emozione, senso di responsabilità, volontà di risolvere i problemi, amore per la mia terra. Le sensazioni sono tante, ma bisogna sempre tenere i piedi ben saldi a terra. Anche e soprattutto dopo gli straordinari risultati ottenuti alle Europee».

Una giornata-tipo da sottosegretario?

«La giornata del sottosegretario è quella di ognuno di noi, di chi vuole fare bene il proprio lavoro e vuole mantenere gli impegni. Il tempo non basta mai. Quello più oneroso è garantire l’attività parlamentare del ministero. Poi ci sono le riunioni, lo studio dei dossier, i viaggi per incontri e sopralluoghi nel territorio e anche all’estero».

Quello che non l’appassiona?

«Non amo molto i convegni in cui ci si parla addosso: preferisco sempre confrontarmi sul campo tra la gente, le imprese e ascoltare chi ha necessità ma anche suggerimenti da darci. La parola d’ordine nella Lega è “ascolto” e lo facciamo».

Emergenze: il dossier pordenonese?

«Il dossier Pordenone e provincia – mi piace chiamarla ancora così e chissà che, magari a breve, grazie a Massimiliano Fedriga, non si possa farlo di nuovo – è sempre aperto. Dall’ambiente alla logistica, dalla sicurezza all’edilizia scolastica. Abbiamo una proficua e continua collaborazione con tutte le amministrazione locali e cerco di essere il loro ambasciatore a Roma nella Presidenza del Consiglio e anche nei Ministeri competenti”.

Sacile dall’osservatorio del sottosegretario?

«A Sacile siamo convintamente all’opposizione di un’amministrazione comunale che è prigioniera del suo immobilismo, visto che tutte le opere in corso sono frutto dell’amministrazione precedente. Se non si vuole il dialogo con la Lega in maniera pregiudiziale, allora le conseguenze sono e saranno gravi. Non soltanto nel dialogo politico, ma peseranno soprattutto sulle spalle dei nostri cittadini».

Per esempio?

«Quando si boccia una mozione consiliare finalizzata all’abbassamento delle tasse e c’è una scuola che forse a settembre non aprirà, allora credo che la preoccupazione sia condivisibile». –

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto