Da solo con un carretto, il viaggio a piedi di Antonio da Casarsa a Santiago: «La gente mi dà di tutto»

Il pordenonese Loiacono, 33 anni, percorrerà a piedi 2.800 chilometri in tre mesi: «Mi faccio un regalo. Quando attraverso i paesi mi affidano santini e candele da portare alla tappa di arrivo del celebre cammino»

«Ho deciso di farmi un regalo». Il casarsese Antonio Loiacono, 33 anni, si prende una pausa dalla vita quotidiana per donarsi un’impresa che lo porterà dalla città in cui vive a Santiago de Compostela. E poi sino a Finisterre: 2.800 chilometri a piedi, con la sola compagnia del suo carretto. Un’avventura anche per riscoprire sé stesso.

Mercoledì 18 marzo è partito e ora sta camminando in Lombardia, dopo avere attraversato la provincia di Pordenone, il Bellunese e dunque il Veneto.

L’itinerario che sta percorrendo Antonio Loiacono, 33 anni, di Casarsa
L’itinerario che sta percorrendo Antonio Loiacono, 33 anni, di Casarsa

Ma cosa spinge un giovane verso una simile avventura? «Ci sono varie ragioni - racconta –. C’è la parte spirituale, quella che vuole riavvicinarsi alla mia parte religiosa, con un cammino dove si pensa tanto e si sta tanto da soli, cercando di riprendere la fede a modo mio».

Una altra ragione è quella di migliorarsi, di «stare nelle difficoltà e vivere la vita reale. A parole si fanno tante cose, ma nei fatti no. Penso sia anche un’occasione per conoscere altre persone perché credo che ci sia ancora del buono in questo mondo. Ne ho avuto la prova in questi primi giorni: tante persone mi hanno fermato, mi hanno dato santini e anche soldi per accendere candele una volta arrivato a Santiago. Poi mi hanno accolto, chi mi ha offerto la colazione e chi mi ha aperto le porte di casa». Un’occasione anche per stare con sé stesso e riscoprirsi.

Il carretto che accompagnerà il 33enne nel suo viaggio
Il carretto che accompagnerà il 33enne nel suo viaggio

Migliorarsi, quindi, ma anche fare esperienze nuove in Italia e poi in Francia e Spagna.

In Francia prenderà il cammino tradizionale: 800 chilometri circa da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago (Spagna), attraversando Pirenei, Rioja e Castiglia. Da Santiago arriverà a quella che per molti è l’ultima tappa, Finisterre, affacciata sull’Oceano Atlantico.

Prevede di metterci dai tre ai quattro mesi, camminando per 20-30 chilometri al giorno. Il fisico è pronto: «Sono un runner - dice Loiacono -, mi piace stare in montagna e camminare. Inoltre pratico ciclismo sia da corsa sia con la mountain bike. Ho fatto lo Zoncolan e Piancavallo e mi sento forte. Certo a fine giornata sono stanco, ma il mio fisico è preparato».

Nel carretto c’è anche la tenda da campeggio per la notte: «A Maniago - racconta - ho dormito in un campo scout che mi ha ospitato. A Erto mi sono fermato da una amico, poi ho dormito in un campo da rugby e a Feltre in un camping dismesso. Se non trovo qualcuno che mi accoglie o mi da indicazioni su dove posso accamparmi, riesco a trovare spazi in maniera autonoma».

La cena se la prepara sul fornelletto da campeggio che si è portato, il pranzo al volo. «Cerco di arrivare nei paesi verso le 16 o 17 - sottolinea - non sono mai isolato». Così ha la possibilità di fare la spesa.

Prevista qualche tappa prolungata, «considerando che dovrò anche fermarmi qualche giorno per le cose necessarie, come ad esempio lavare i vestiti o riposare».

Magazziniere da quando aveva 18 anni, ha deciso ora di ritagliarsi questo tempo per sé stesso. «Mi sono detto: prendo e vado: mi faccio un regalo, il mondo è grande e bello e nonostante sono ancora vicino casa mi pare di avere vissuto già cinquanta giorni di questa avventura».

Una componente del viaggio è la paura: «Se non l’avessi - osserva - sarei matto. Soprattutto il primo giorno avevo un grande timore dell’ignoto e tante volte mi chiedo cosa sto facendo. Ma andando avanti capisco che c’è sempre una soluzione a tutto. E allora la paura passa».

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