Da Mattarella a Renzi e Serracchiani: vogliamo subito la verità

UDINE. Verità. Perché quanto accaduto a Giulio Regeni è preoccupante, è un crimine che non può restare impunito. La sintesi delle parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sono nette, riportate in una nota del Quirinale.
«Il presidente della Repubblica profondamente turbato dalla tragica morte del giovane studioso Giulio Regeni, avvenuta in Egitto – è la comunicazione dal Colle –, esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia, così dolorosamente colpita. Il presidente Mattarella auspica che, attraverso la piena collaborazione delle autorità egiziane, sia fatta rapidamente piena luce sulla preoccupante dinamica degli avvenimenti, consentendo di assicurare alla giustizia i responsabili di un crimine così efferato, che non può rimanere impunito».
Accertare cosa sia davvero accaduto allo studente di Fiumicello è stato ed è in cima ai pensieri del Governo, attraverso le prime dichiarazioni mercoledì sera del ministro degli Affari esteri, Paolo Gentiloni.
Una priorità ieri ribadita dal premier Matteo Renzi, che ha sentito al telefono i genitori dello studente, Paola Deffendi e Claudio Regeni, che sabato scorso sono arrivati al Cairo con la speranza di aiutare le ricerche del loro primogenito e che stanno ricevendo il sostegno dell’Ambasciatore italiano al Cairo, Maurizio Massari.
Il presidente del Consiglio ieri ha anche sentito al telefono il leader egiziano Abdel Fattah al-Sisi al quale ha rappresentato l’esigenza che il corpo di Giulio Regeni sia presto restituito alla sua famiglia, salma che ieri sera è stata portata all’ospedale italiano in Cairo, Umberto I.
Da fonti di palazzo Chigi è emersa anche la richiesta del premier affinché sia dato pieno accesso ai rappresentanti italiani per seguire da vicino, nel quadro dei rapporti di amicizia che legano Italia ed Egitto, «tutti gli sviluppi delle indagini per trovare i responsabili dell’orribile crimine e assicurarli alla giustizia».
Tanto che oggi da Roma partirà per il Cairo un team di sette uomini di Polizia, Carabinieri e Interpol, per seguire le indagini, in collaborazione con le autorità egiziane. Durante la telefonata con Renzi, il presidente al Sisi ha espresso le sue sentite condoglianze a Renzi.
Aggrappati alla prospettiva che conoscere la verità renda giustizia a uno studente di 28 anni, preparato, curioso, aperto al mondo. E forse che lenisca un po’ il dolore di una morte violenta e assurda. La verità è dunque anche la prima richiesta che viene dalla presidente della Regione Debora Serracchiani, che già nella tarda serata di mercoledì si è stretta attorno alla famiglia di Giulio Regeni, 28 anni compiuti il 15 gennaio.
«Sgomento e cordoglio per la giovane vita spezzata di Giulio Regeni. Ora chiediamo sia fatta luce su dramma terribile», ha scritto Serracchiani ieri mattina in un tweet. «Siamo sgomenti per le notizie che si stanno apprendendo sulla sorte dello studente», era stata mercoledì sera la prima reazione della presidente. Che aveva aggiunto: «Siamo di fronte a un evento tragico, che abbiamo sperato con forza non avesse l’esito che ha avuto. Il nostro pensiero è tutto per la famiglia, che sta vivendo momenti di indicibile sofferenza. Fin dall’inizio la scomparsa del nostro corregionale è apparsa difficile da capire, per cui auspichiamo che sia fatta luce completa su ogni particolare di questo dramma terribile».
Il presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop, parla invece di una morte inaccettabile. «Interpretando il dolore e lo sgomento di tutta la comunità regionale, esprimo la vicinanza del Consiglio del Fvg ai genitori di Giulio Regeni, strappato giovanissimo a una vita intensa, fatta di studi importanti ma anche di legami forti con le proprie radici. Una scomparsa violenta e repentina, ma inaccettabile – dice Iacop – perché avvenuta in una terra di cui amava lingua e cultura.
Ci auguriamo che sia fatta al più presto chiarezza sugli ultimi momenti di vita del nostro corregionale di cui piangiamo la morte». Ieri nella sede dell’Assemblea regionale a Trieste era programmata una riunione della II commissione (Industria, turismo e commercio). L’appuntamento è stato aperto dal presidente, Alessio Gratton (Sel), con un attimo di raccoglimento in ricordo dello studente di Fiumicello. «Si tratta di un giovane che ha pagato con la vita l’aver voluto inseguire un sogno», è stato il commento di un visibilmente commosso Gratton.
A stringersi attorno alla famiglia del dottorando alla Cambridge university sono anche le forze politiche. «La morte di Giulio Regeni ci lascia sconvolti – ha affermato il capogruppo del Pd in Consiglio, Diego Moretti –, siamo vicini alla famiglia e ai suoi cari. Resta ora l’auspicio che su questa tragica vicenda si faccia la dovuta chiarezza». Riccardo Riccardi, capogruppo di Forza Italia, amplia il pensiero. «Il mio cordoglio va alla famiglia e la mia mente alla ricerca della verità.
Temo però – spiega Riccardi – che la verità abbia a che fare con una serie di situazioni esasperate, spero che il lavoro delle diplomazie chiarisca cos’è accaduto e sia evidente a tutti. E mi auguro che la morte dello studente non sia dimenticata. Mi sembra significativo sapere che scriveva per Il Manifesto e che aveva detto d’aver paura e se lui ha manifestato quel sentimento, di certo non è stato un incidente. In generale, comunque, stiamo sottovalutando le tensioni che stanno nascendo nel mondo, attorno a noi. Vanno messi dei punti – conclude Riccardi –, vanno fissate regole che tutti devono rispettare».
Cordoglio è stato espresso anche dal segretario regionale della Cgil, Franco Belci.
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