Da Cividale appello a Serracchiani: "Salvi la caserma Francescatto"

CIVIDALE. Troppo silenzio sul caso della caserma Francescatto, sede del comando dell’8º Reggimento alpini ma per poco ancora, se non si riuscirà a strappare una nuova proroga.
Le scadenze portano a fine anno (a quel punto le unità ancora attive nel complesso militare dovrebbero venire tutte trasferite alla Feruglio di Venzone) «ed è davvero inconcepibile – accusa il consigliere regionale e comunale Roberto Novelli, che ha scritto alla presidente Serracchiani – che della questione non si parli».
È la seconda volta che il forzista indirizza alla governatrice una missiva incentrata sulla Francescatto: «La precedente – puntualizza però – non ha ottenuto alcun riscontro.
Per vie informali ho contattato più volte la segreteria della Serracchiani e solo nelle ultime settimane mi è stato detto che ci si sta interessando al problema tramite contatti con lo Stato Maggiore dell’Esercito: mi sembra una risposta decisamente vaga. Eppure ormai i tempi sono strettissimi: il processo di trasferimento dell’8º Alpini è, a quanto mi risulta, in fase di completamento».
Il danno per Cividale sarebbe grave, per più ragioni, a cominciare dalle conseguenze dell’abbandono di una struttura immensa. Il panorama dei siti militari dismessi, a quel punto, si appesantirebbe alquanto, soprattutto in considerazione dell’ubicazione della Francescatto, che a differenza delle quattro ulteriori caserme abbandonate si trova nel pieno centro di una città insignita, fra l’altro, del titolo Unesco.
«L’eventuale passaggio dell’infrastruttura dal Demanio al Comune – osserva Novelli – richiederebbe tempistiche lunghissime, e quand’anche avvenisse non ci sarebbero le risorse per procedere a una conversione d’uso degli immobili.
C'è poi il danno economico conseguente alla partenza dalla città di 400 uomini. Seppure bisognosa di alcuni interventi di manutenzione, la Francescatto, edificata negli anni Quaranta, risulta efficiente e ben organizzata, capace di ospitare adeguatamente i militari. E non va dimenticato che lo Stato ha destinato un milione di euro alle opere di rimozione delle coperture in amianto.
Un paradosso, se gli edifici sono destinati a svuotarsi. Se proprio si vuole chiudere una caserma, si elimini quella di Venzone, più giovane della nostra ma penalizzata da grosse criticità infrastrutturali e priva di magazzini.
Il 7 maggio il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, sarà a Majano per il conferimento della cittadinanza onoraria all’Esercito: chiedo con forza alla governatrice e numero due del Pd nazionale di fare, nell’occasione, le dovute pressioni politiche».
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