In curva il gesto più bello di Udinese-Lazio: lo striscione per Noemi e Desirèe
I ragazzi della Nord ricordano le sorelline morte dopo l’incidente sulla Pontebbana. In oltre 23 mila al Bluenergy hanno trepidato, c’erano anche quasi 1.500 laziali. Il gol di Karlstrom illude poi arriva la delusione per il primo ko stagionale

Serata amara per l’Udinese, al primo ko stagionale al Bluenergy Stadium contro una Lazio cinica. Clima bollente già dal prepartita e non potrebbe essere altrimenti: la simpatia del tifo bianconero è tutta per la Roma a tinte giallorosse e i biancocelesti lo sanno bene. Una rivalità minore, ma assordante. Tra i 23.300 presenti allo Stadio Friuli i 1285 tifosi laziali del settore ospiti fanno sentire forte e chiara la propria voce, accompagnati da circa altri 150 nel confinante spicchio a tinte miste.
Dall’altra parte la Curva Nord suona la carica, non prima però di aver dedicato un ultimo omaggio a Noemi e Desiree, le due bambine scomparse per le conseguenze del tragico incidente sulla Pontebbana dello scorso 23 agosto. I funerali delle due piccole si sono tenuti venerdì scorso a Paderno e nello striscione dei bianconeri sono riprese le stesse parole: “Noemi e Desiree per sempre insieme”.
Anche i laziali si sono organizzati per regalare spettacolo: muro di scudi celesti e lo striscione “A tua difesa finché il cuor mi batte”, con tanto di fumogeni a corredo. Un bel colpo d’occhio, seguito dall’immancabile dolce invito all’arrivederci riservato al presidente Claudio Lotito.
La Nord invece suona la carica con “Noi vogliamo questa vittoria". La risposta della squadra arriva puntuale, all’11°: Karlstrom per Davis, Mandas ci deve mettere i guantoni, poi Ekkelenkamp ostacola Kamara. Applausi d’incoraggiamento dal Friuli, che al 22° tira un sospirone di sollievo dopo il pasticciaccio brutto di Vojvoda, sprecato malamente da Zaccagni. Tra un infortunio e l’altro, i fischi per le decisioni del fischietto Tremolada sono più delle occasioni da gol. E non si è ancora visto nulla.
Squadre negli spogliatoi, poi bastano tre giri di lancette per scatenare la festa bianconera: Davis prende posizione in post basso su Provstgaard come un pivot vecchia scuola e spalanca la porta a Karlstrom, che davanti a Mandas non sbaglia. Ruggisce il Friuli: “Udinese alè, vogliamo vincere!”.
Nel settore ospiti però ci credono e con la voce provano a caricare la banda di Gattuso. Al 70’ dallo spicchio laziale si alza il coro “Trieste, Trieste”, ma la provocazione si perde in un nulla di fatto perché nel frattempo Ekkelenkamp impegna Mandas e sul capovolgimento di fronte Kabasele e Kamara murano rispettivamente Frattesi e Zaccagni. Pioggia di applausi dalla Nord, ma il pericolo è nell’aria: sulla sinistra la Lazio fa quello che vuole e al 75’ sfonda con l’assist di Zaccagni per Frattesi. Il 23 incita i suoi e ora si sentono solo gli ospiti.
Palo per Zaccagni, un brivido sulla schiena del pubblico friulano e un’iniezione di fiducia per i laziali. La palla persa in uscita da Vojvoda è la condanna: cross di Douekhi per l’incornata vincente di Gudmundsson, la prima rete in maglia Lazio, l’ennesima contro l’Udinese. Tante, tantissime proteste però per il "blocco" di Tremolada su Miller, decisivo. Piovono i fischi sui controlli sbagliati di Bayo che sono la resa dei friulani, mentre nello spicchio ospite attendono solo la fine. Al triplice fischio è “Lazio alé".
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