«Cud? Il call center Inps non va»

Sacile, i nomi insoliti, vocalizzati, cambiano. E così Magda diventa Moira, Giada, Maria

SACILE. Non basta una telefonata per il Cud cartaceo a domicilio: il servizio automatico Inps si arena sullo scoglio dei nomi. Quelli insoliti, vocalizzati, non entrano nel sistema. Uguale, pensionati con l’ansia da tecnologia appesa alla cornetta: chi si chiama Salama (esiste all’anagrafe, tranquilli) oppure Diotima o Mortimer deve combattere.

«Il numero verde 800 434 320 chiede di vocalizzare il nome – ha raccontato la signora Magda, 85 anni, allo sportello della lista civica Sacile partecipata sostenibile –. L’ho fatto per 4 volte e mi hanno ripetuto Marta, poi Moira, Giada e Maria». Stesso film con la data di nascita di Magda che, nel sistema automatico anagrafico, proprio non ci vuole entrare.

«Vocalizzare il nome prego», gracchia il call-center dell’Inps. La spedizione su richiesta al numero civico di casa per centinaia pensionati liventini, sarebbe un miracolo. Costi aggiunti per l’ente previdenziale, quindi, ma ne varrebbe la pena, invece sembra un mezzo flop.

«Per venire incontro alle esigenze di tutti coloro che non sono in possesso delle competenze e delle risorse necessarie all’utilizzo del canale telematico – ha precisato l’Inps –. Il numero verde 800 434 320 è dedicato alla richiesta di spedizione del Cud a domicilio. Numero gratuito per le chiamate di rete fissa».

Servizio “24h” automatico e per il contatto “umano” ci sono gli operatori del contact center a fasce orarie. I flussi eccessivi agli sportelli Inps a Pordenone, hanno fatto ingranare la retromarcia sull’esclusiva modalità on line 2013 e si è rimesso in gioco il modello cartaceo, per scongiurare gli ingorghi. Poi, gli over 85 hanno diritto allo “sportello mobile” per il rilascio di documenti e informazioni a casa propria in tempi-lepre. La postazione “self-service”, a Pordenone, ha il computer acceso per chi se la cava da solo, a scaricare la modulistica per la denuncia dei redditi.

Il “front-office” si misura in efficienza: transitano 300 utenti medi al giorno all’Inos e negli sportelli sindacali di Sacile l’affollamento è non-stop. «Il sistema automatico non funziona con tutti i nomi degli utenti – conferma la prova Rossana Casadio portavoce di Sps –. I pensionati dovranno farsi aiutare con la modalità on-line per scaricare il Cud».

Il problema atterra sullo scarno organico dell’Inps. Tagli del 10% del personale previsti nel prossimo biennio Le politiche spending-review lasciano il segno meno. Un taglio al “turn-over” con i prossimi pensionamenti di una dozzina di colletti bianchi a Pordenone avrà ripercussioni anche a Sacile. «Tanti pensionati hanno il panico – rileva Casadio – sui servizi informatizzati dell’Inps».(c.b.)

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