Critiche alla Macia la Pro contrattacca: «Non conosce crisi»

Spilimbergo da “svecchiare”, il dibattito sul web si infiamma Bendoni: «Ventimila presenze sono il segno del successo»

SPILIMBERGO. «Giù le mani dalla Rievocazione storica». È proseguito anche ieri il dibattito on line, scatenato dall’appello lanciato dal maestro mosaicista Fabrizio Travisanutto sul suo profilo Facebook, il quale, postando una “lettera aperta”, ha voluto dire la sua sul futuro che attende Spilimbergo. Un “sasso”, quello scagliato dall’imprenditore spilimberghese, che ha subito scatenato la rete, aprendo un interessante e articolato dibattito.

La critica. Hanno lasciato il segno le parole di uno dei post, quello di Irene Martina, universitaria, particolarmente critica nei confronti di quella che, a detta dei più, è l’evento di punta tra gli appuntamenti promossi in città, ovvero le Giornate storiche della Macia, manifestazione che, tagliando corto, la giovane definisce come «una messinscena pseudo-medievale che ogni anno è sempre la stessa cosa» sottolineando come, secondo lei «Spilimbergo possa offrire molto di più tirando avanti semplicemente a schemi preimpostati» ed accusando gli organizzatori, Pro Spilimbergo in primis, di essere restii ad offrire “qualcosa di nuovo”. Secondo la giovane, a Spilimbergo, «non si sa osare, non ci sono ambizioni, il massimo che si può fare è trovarsi a bere al bar, zero stimoli. E allora davvero rimaniamo nel medioevo».

La difesa. «Le critiche sono sempre ben accette, ed è anche vero che si può sempre migliorare – risponde il presidente della Pro Spilimbergo, Marco Bendoni – Noi, nonostante le risorse sempre più scarse, ci stiamo provando: ci proviamo di anno in anno e, nel caso delle Giornate storiche della Macia, parlano i numeri. È un dato di fatto che la Macia, a Spilimbergo, non conosca crisi e registrare ventimila presenze, come quelle avute nell’ultima edizione, basterebbe già a mettere a tacere qualunque critica». Quello che più indispettisce Bendoni è che le critiche provengano da una giovane residente in città.

I volontari. «Le critiche sono sempre ben accette se costruttive, ma non mi pare questo il caso – incalza il presidente Pro – Siamo davanti al solito luogo comune di chi dà fiato alla bocca ma alla fine, concretamente, non si è mai vista a muovere un dito». E osserva: «Da anni ho il privilegio di vivere l’ambiente della Pro loco, sono al mio secondo mandato da presidente e devo dire che, a parte quei volontari che rappresentano la colonna portante della nostra associazione, negli ultimi anni, se non fosse per quei ragazzi, che ormai consideriamo spilimberghesi d’adozione ma che hanno tutt’altra origine e magari la pelle scura come i nostri giovani burkinabè, avremmo fatto fatica a trovare qualcuno disposto a darci una mano. Chi critica tanto farebbe davvero bene a muovere il sedere e a portare le sue idee e braccia piuttosto che starsene chiuso al bar».

Guglielmo Zisa

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