Crisi Mercatone Uno Di Maio: sblocco subito la cassa integrazione

sacile. Arrivano buone notizie per i 1.800 lavoratori del Gruppo Mercatone Uno, 25 dei quali lavorano nel punto vendita di Sacile.
Per i dipendenti di Mercatone Uno «che dalla settimana scorsa sono rimasti senza lavoro, sbloccherò subito la cassa integrazione, non appena il tribunale autorizzerà la procedura di amministrazione straordinaria».
L’ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio in un post su Facebook.
«È chiaro che la cassa integrazione non dura in eterno e che è necessario trovare un investitore per Mercatone Uno che possa avviare la cosiddetta reindustrializzazione, con un solo obiettivo: dare un futuro certo a queste persone e alle loro famiglie», aggiunge.
Secondo il vicepresidente del Consiglio, «la storia di Mercatone Uno è scandalosa: 1.800 lavoratori lasciati in strada da un giorno all’altro: sono andati al lavoro e hanno letteralmente trovato chiuse le serrande dei punti vendita di tutta Italia. Ci sono centinaia di fornitori non pagati e circa 10 mila dipendenti che lavorano per quei fornitori. Ho preso l’impegno di seguire personalmente la vicenda di questi lavoratori e questa azienda e oggi arriva la prima risposta: il Fondo apposito per le vittime di mancati pagamenti, da 30 milioni di euro, verrà esteso anche ai fornitori di Mercatone Uno, nel caso in cui l’azienda venisse imputata di bancarotta fraudolenta. Questo lo faremo già la settimana prossima, grazie a un emendamento che presentiamo al decreto legge Crescita. Non molliamo, non mollate, siamo dalla vostra parte!», ha concluso il ministro.
Intanto oggi, i 55 lavoratori del Gruppo in Fvg (oltre ai 25 di Sacile, ci sono i 28 in forza a Monfalcone) manifesteranno alla 14.30 davanti alla sede della Regione Udine per rivendicare il loro diritto al lavoro. È stato quindi annullato l’annunciato presidio davanti al punto vendita di Cornadella.
La crisi del Mercatone Uno, secondo i sindacati, viene da lontano. Una vendita “spezzatino” di 55 negozi potrebbe dare forza al piano salvezza. «La società fallita il 24 maggio 2019 Shernon Holding non ha saputo riconquistare quote di mercato – ha detto Mauro Agricola di Uil-Tucs –. Senza vendite non si sistemano i conti in “rosso”: il disavanzo risale a quattro anni fa». Un colosso con i piedi d’argilla: il Mercatone paga per un mercato saturo. «Ikea, centri commerciali, e-commerce – conclude Agricola – sono competitivi. Dipendenti giovanissimi e contratti flessibili che permettono di abbattere i prezzi. Il Gruppo Mercatone non ha retto la concorrenza sul piano nazionale». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








