Crisi Aussa Corno, esposto dei grillini

SAN GIORGIO DI NOGARO. Il Movimento 5 Stelle Fvg, presenta un esposto alla magistratura su alcune controverse operazioni immobiliari e ambientali del Consorzio Aussa Corno riguardanti l’ex area Cogolo, sulle quali ha presentato un dossier.
Il gruppo M5S in consiglio regionale chiederà «di bloccare ogni operazione di fusione e di aumento di capitale di fino al chiarimento di tutte le ombre che avvolgono il Consorzio». Intanto il consigliere regionale grillino Cristian Sergo, ha presentato un’interrogazione alla presidente Serracchiani, sull’ «acquisto da parte del Consorzio Aussa Corno di due compendi immobiliari contaminati al prezzo di 30 milioni di euro».
Il dossier parte, nell’ambito delle prerogative di sindacato ispettivo dei consiglieri regionali M5S, di tutti gli atti di compravendita dei terreni avvenuti negli ultimi 5 anni all’interno della Ziac. «Da subito - spiegano - è emerso che gli importi per l’acquisto di alcuni terreni erano molto elevati (quasi 105 euro al metr5o quadro)». Una serie di approfondimenti effettuati negli uffici della Regione e al Tavolare permette di acquisire altre informazioni su quanto avvenuto sull’area ex Cogolo.
«Le Concerie Cogolo (fallite a fine anni 80) - spiegano - vendono, in fase di liquidazione, alcuni terreni inquinati con dei fabbricati ora fatiscenti, alla Cogolo srl per 27.781.237 lire, con l’obbligo di procedere alla bonifiche. Nel 2002 la Cogolo Srl vende parte dei terreni a Ivem srl (controllante assieme a Claro srl della stessa Cogolo srl) per 8 milioni di euro. In Claro ha una piccola partecipazione Carlo Valle. Nel 2004 Cogolo srl vende terreni non soggetti a bonifica in quanto non risultano inquinate, a Decof srl.
Nel 2010 il Consorzio Ziac acquista da Cogolo, Ivem e Decof tutti questi terreni, passati di mano negli anni per una cifra di 30,650 milioni di euro. Gli acquisti Ivem e Cogolo che hanno entrambe lo stesso amministratore, Alberto Beltrame.
Cessioni avvenute per un totale di 22,5 milioni di euro con una garanzia di un milione di euro a tutela delle bonifiche, poi restituito dal Consorzio alle due società venditrici nonostante le bonifiche non siano mai state effettuate, come confermato dall’assessore Bolzonello in risposta alla nostra interrogazione». I consiglieri M5S ribadiscono che i rilievi effettuati da Arpa Fvg «confermano che la falda è ancora inquinata con presenze ancora molto elevate di arsenico, boro, nichel, cloruro di vinile, manganese e cromo esavalente».
Il gruppo del M5S porrà ora alcune domande alla Serracchiani e al presidente della Provincia Fontanini (socio di maggioranza del Consorzio): «Perché sono stati spesi 31 milioni di euro per terreni gravemente inquinati, con fabbricati fatiscenti? Perché è stato restituito il milione di euro posto a garanzia delle bonifiche quando ancora le stesse non sono state effettuate? Chi pagherà ora la bonifica? Se la presenza di Carlo Valle, condannato nel 2008 per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, era nota agli amministratori e ai soci del Consorzio? Quali misure sono state poste per tutelare il Consorzio?».
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