Credito alle imprese, subito 7 milioni

UDINE. «I sette milioni di euro subito disponibili per le necessità creditizie sono una risposta concreta a alla principale richiesta espressa dalle imprese agricole della regione».
L’assessore all’Agricoltura Cristiano Shaurli ha sintetizzato così il decreto con il quale ha provveduto ad aggiornare gli indirizzi programmatici di spesa del Fondo di rotazione regionale in agricoltura, lo strumento attraverso il quale la Regione eroga, sotto forma di finanziamenti agevolati, una parte consistente degli aiuti destinati al settore primario. I numeri dell’operatività del Fondo nel 2015 dicono che, dei circa 50 milioni di euro di finanziamenti sin qui erogati nel 2015, quasi 30 riguardano la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole.
Si tratta di una tipologia di finanziamento che consente alle aziende il ripianamento delle passività, vale a dire di “raggruppare” i debiti esistenti in un unico finanziamento con durata anche di 15 anni ed erogabile a tasso zero. Condizioni molto favorevoli e appetibili, ma che da sole non bastano a motivare il flusso davvero consistente di domande di accesso al beneficio.
Dopo l’erogazione dei 30 milioni di euro di finanziamenti che ha esaurito integralmente le disponibilità riservate a inizio anno all’intervento, sono pervenute in Regione ulteriori importanti richieste. Il decreto di Shaurli, perciò, consentirà da subito di finanziare parte di quelle richieste per un ammontare di 7 milioni e andrà ad aggiungersi a una disponibilità sul fondo di rotazione per nuovi investimenti di circa 19 milioni che dalle stime attuali permetterà di rispondere a tutte le richieste del 2015.
«È importante a questo proposito comprendere la strategia effettiva e ambiziosa di questo intervento, che non si limita a incidere su una situazione di difficoltà, ma soprattutto genera un riassetto dei flussi finanziari delle imprese che libera risorse per nuovi progetti e iniziative, in una logica di ripresa e sviluppo del comparto - dice Shaurli -. I dati testimoniano quanto l’intervento pubblico così congegnato possa risultare determinante».
Le imprese agricole, pur se in difficoltà, hanno continuato a realizzare investimenti anche nella fase più acuta della depressione economica.
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