Crac delle banche venete, ex soci sempre più poveri: 450 sono sul lastrico

A quasi tre anni dall’inizio della crisi di BpVi e Vb la situazione per molti è peggiorata. C’è chi non ha soldi per fare la spesa. La storia di una friulana che rischia di vedersi presto pignorato anche l’appartamento

UDINE. In meno di tre anni, dall’inizio cioè della crisi che avrebbe portato alla liquidazione, nell’estata scorsa, di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, hanno visto cambiare radicalmente la loro vita.

Hanno perso le certezze economiche e con esse sono evaporati i risparmi accumulati durante decenni di lavoro o i lasciti dei genitori.

PER APPROFONDIRE

E oggi gli ex soci di BpVi e Vb, circa 12.500 in regione, stanno ancora peggio.

Tanto che i casi di grave disagio in Friuli si contano in circa 450, per non parlare di chi non ha più soldi nemmeno per fare la spesa o pagare l’affitto di casa.

Le stime, a livello nazionale, raccontano di 6 mila, forse 8 mila persone sui 210 mila ex azionisti dei due istituti, finite in miseria. Cifre che gelano il sangue.

IL CRAC DELLA BANCA POPOLARE DI VICENZA

Perchè spesso si tratta di uomini e donne che prima del disastro vivevano con dignità, senza affanni di sorta dal punto di vista economico.

In Friuli la “rete di protezione” per assistere gli ex soci più danneggiati ha funzionato. Ma purtroppo più passa il tempo, più la situazione generale peggiora, visto che i risarcimenti, parziali, non arriveranno certo in tempi brevi.

LA RABBIA DEI RISPARMIATORI

Consumatori Attivi, l’associazione nata da qualche mese e presieduta dall’avvocato Barbara Puschiasis, oltre ad assistere i tanti risparmiatori traditi sta seguendo diversi casi di persone che a oggi si trovano in condizioni di grave vulnerabilità sia sociale che economica.

I VIDEO


«Continua l’attività dei gruppi di ascolto e confronto per aiutare a condividere le sofferenze e trovare la forza di reagire - spiega la presidente Puschiasis -, ma continua anche la nostra azione di sostegno delle persone in fifficoltà economica, e sono molte.

L’ultima storia riguarda la signora Maria (è stato utilizzato un nome di fantasia, ndr) che risiede in un comune dell’hinterland udinese.

La donna aveva ereditato dai sui genitori oltre 1000 azioni di Pop Vicenza e la casa di abitazione.

Affetta da una grave malattia che la costringe a un’invalidità Inps prima riconosciuta al 100% e poi, da un anno a questa parte, nel 70% (nonostante la situazione clinica sia stazionaria come ci viene rappresentato), non può lavorare e per vivere deve chiedere aiuto ai suoi conoscenti e compaesani.

C’è chi le dà un passaggio in auto, chi le regala i vestiti vecchi che nessuno in famiglia mette più, chi le offre un aiuto per pagare le bollette.

Il Comune da parte sua ha dato un piccolo aiuto economico per alcuni mesi e ha attivato la misura di aiuto caritatevole alla San Vincenzo che le distribuisce, una volta al mese, la spesa alimentare.

Questo aiuto finirà con la primavera perchè l’invalidità al 70% e la vecchia e oggi fatiscente casa ereditata dai genitori farà sì che l’Isee della donna risulti troppo elevata per i parametri considerati e non le permetterà più di ottenere alcun beneficio o aiuto.

Così rischierà di trovarsi pignorato il proprio immobile nel quale questo inverno non ha neppure acceso il riscaldamento per non consumare.

Infatti la signora Maria aveva chiesto nel 2014 la vendita di tutte le sue azioni per poter avere la liquidità per affrontare le spese della vita.

La banca, come in tante altre occasioni, l’aveva rassicurata sulla liquidazione di tali azioni e dunque, per anticiparle una parte delle somme da lei richieste, le aveva acceso un fido di 20 mila euro che oggi ha un tasso “entro fido” del 5% e “fuori fido” del 15%, che la signora è stata costretta a utilizzare.

Adesso le viene chiesto il reintro, ma purtroppo non ha le risorse per poter pagare.

Con il nostro aiuto Maria sta cercando di trovare una soluzione in attesa dell’attivazione dei Fondi a ristoro, con una cifra di 100 milioni di euro stanziati dal governo nell’ultima legge di Stabilità.

Purtroppo i tempi si sono protratti inesorabilmente con gravissime conseguenze e Consumatori Attivi fa un appello affinche si dia subito risposta e vengano emanati in tempi brevi i regolamenti dei fondi».



©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Argomenti:banche

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto