Covid, in Friuli Venezia Giulia il 3% della popolazione è già stata vaccinata: l'arrivo delle prossime dosi e il calendario

Regione al quarto posto in Italia dietro Trentino-Alto Adige, Piemonte e Valle d’Aosta. A febbraio previsto l’arrivo di 35 mila dosi di Pfizer-Biontech e 13 mila di Moderna

UDINE. Ritardi nelle consegne, tagli e successivi recuperi nelle forniture non fermano la campagna vaccinale in Friuli Venezia Giulia che – pur con tutte le problematiche del caso – da lunedì ha ripreso a viaggiare lungo il doppio binario della prima dose per le circa 3 mila 200 persone che si erano già prenotati, ma la cui inoculazione era stata rimandata, e per la seconda iniezione a tutti gli altri.



La regione, in ogni caso, continua a piazzarsi nelle prime posizioni d’Italia per quanto riguarda l’andamento della campagna vaccinale. Attualmente, ma i dati sono relativi a una manciata di giorni or sono e a ieri sono pure leggermente migliorati, il Friuli Venezia Giulia ha infatti vaccinato – parliamo della prima dose ricordando sempre che al momento la campagna è riservata al personale socio-sanitario e a coloro che lavorano nelle case di riposo oppure vi sono ospitate – il 3,04% della popolazione residente.

Meglio della nostra regione hanno fatto soltanto il Trentino-Alto Adige con il 3,63%, considerato come la somma delle Province di Bolzano e di Trento, il Piemonte (3,44%) e la Valle d’Aostra (3,19%), mentre il Friuli Venezia Giulia, al quarto posto, si è anche piazzato davanti all’Emilia-Romagna (3%) in una classifica, parziale, chiusa da Sardegna (1,64%), Abruzzo (1,51%) e Calabria (1,24%).



La Regione, come noto, ha riaperto la possibilità di prenotarsi per le nuove vaccinazioni – ma soltanto dalla seconda settimana di febbraio in poi – e, soprattutto, ha ripreso a vaccinare coloro che avevano già garantito la loro adesione, ma la cui prima iniezione era stata rinviata a data da destinarsi a causa dei ritardi di Pfizer-Biontech. L’azienda americano-tedesca ha garantito la consegna giovedì, e non mercoledì come originariamente previsto, di 16 mila 500 dosi di vaccino che comprendono anche le poco meno di 6 mila a titolo di ristoro di quel 54% di forniture tagliato in maniera unilaterale nel corso della scorsa settimana.



Dosi, queste, che permetteranno di proseguire senza patemi almeno fino a domenica, mentre la campagna, nel frattempo, ha toccato quota 38 mila 201 prenotazioni con 33 mila 677 prime inoculazioni e 4 mila 322 persone che hanno ricevuto anche la seconda dose. In questi giorni, inoltre, la Regione attendeva anche ulteriori delucidazioni su febbraio per capire come organizzare il prosieguo della campagna. Ieri il commissario straordinario Domenico Arcuri ha comunicato alle Regioni che dall’8 al 22 febbraio arriveranno in Italia 2 milioni 405 mila dosi di vaccini tra Pfizer (1 milione 753 mila 830) e Moderna (651 mila 600) e sempre in attesa di capire come si muoverà AstraZeneca che dovrebbe avviare le proprie consegne dal 15.

In merito alla distribuzione, Arcuri ha evidenziato che «non si è in alcun modo responsabili e ci si impegna, sin da ora, a comunicare eventuali, non auspicabili, modifiche che dovessero pervenire dalle aziende fornitrici». Da quanto appreso, in ogni caso, in Friuli Venezia Giulia dovrebbero essere consegnate nel corso del mese 35 mila dosi di Pfizer e 13 mila di Moderna in grado di immunizzare 24 mila persone. Non molto, a essere onesti, ed è per quello che si attendono novità da AstraZeneca. Nel frattempo Massimiliano Fedriga e il governatore ligure Giovanni Toti hanno scritto ad Arcuri e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini chiedendo di valutare la possibilità di introdurre «un correttivo nei meccanismi di distribuzione dei vaccini, in modo che sia coerente rispetto alla diversa distribuzione per fascia di età della popolazione» privilegiando, quindi, quelle con il maggior numero di anziani come Liguria e Friuli Venezia Giulia. 

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