Così sarà riorganizzato l’ospedale di Cividale: un altro reparto sostituirà medicina

Il dg Braganti e il responsabile Olivo rassicurano: niente Rsa, ma Degenze innovative intermedie
Il dg dell’Azienda sanitaria, Massimo Braganti, e il responsabile della medicina, Paolo Olivo (secondo e terzo da destra) in ospedale (foto Petrussi)
Il dg dell’Azienda sanitaria, Massimo Braganti, e il responsabile della medicina, Paolo Olivo (secondo e terzo da destra) in ospedale (foto Petrussi)

Ecco come sarà riorganizzato l'ospedale di Cividale

CIVIDALE. «Non chiamatela Rsa». Ben altra cosa sarà il reparto di “Degenze innovative intermedie” destinato a sostituirsi a quello di medicina del presidio sanitario di Cividale.

Dopo giorni di bufera politica sul caso dell’ospedale cittadino e alla vigilia dell’ennesimo faccia a faccia dei sindaci del territorio con il vicegovernatore Riccardo Riccardi, titolare della delega alla salute, sono il nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, Massimo Braganti, e il responsabile della medicina cividalese, dottor Paolo Olivo, a gettare luce su una questione finora carica di punti interrogativi.

Dottor Olivo, fino a oggi, documenti alla mano, si è parlato di conversione del reparto di medicina in Rsa. Non è così, dunque?

«No. La realtà è che i 22 posti letto della medicina, assieme agli 8 previsti per le Suap (speciali unità di assistenza protratta), passeranno a servizio di una innovativa struttura di degenza intermedia, con la potenzialità di salire a 39, perché tanti sono in dotazione al reparto.

Si continueranno a ricoverare e a seguire con modalità ospedaliere, dunque con una équipe di medici, pazienti con problemi acuti, ma di bassa e media intensità. Alla base del provvedimento c’è un principio di sicurezza, per garantire piena tutela al paziente nella gestione delle acuzie.

I casi più critici devono necessariamente essere affidati a Udine, necessitando di strutture, strumentazioni e assistenza specifica; nel nostro reparto, che si qualificherà appunto come intermedio, affluiranno invece quelli che, pur sempre acuti, risulteranno meno gravi. In definitiva: il parametro sarà l’intensità della malattia, che a Cividale si fermerà alla soglia bassa e media. Ciò posto, identiche rimarranno le casistiche prese in carico».

Direttore Braganti, i trattamenti resteranno quindi ospedalieri? Il personale medico continuerà a esserci?

«Assolutamente sì. Il reparto potrà contare su una équipe medica ospedaliera. La struttura per le degenze intermedie assicurerà un’offerta ospedaliera, ripeto, per le acuzie meno gravi, comunque anche di una certa complessità».

Quali sono le finalità dell’operazione, direttore?

«Favorire – seguendo la linea guida della massima sicurezza per il paziente – un interscambio con le medicine udinesi, per decongestionare le stesse dalle situazioni meno gravi, che saranno dirottate a Cividale».

Come avverranno i ricoveri nel presidio cittadino, dottor Olivo?

«Dal pronto soccorso locale, da quello di Udine e su richiesta dei medici di medicina generale, del Distretto, dalla Casa per anziani locale».

Può chiarire come si articolerà il progetto di specializzazione in campo geriatrico?

«Al percorso di riconversione della medicina, che andrà gradualmente costruito e che potrà, come detto, pure dilatare la capienza del reparto fino ai 39 posti letto disponibili sulla carta (17 dei quali chiusi, anni fa, per carenza di personale), si affiancherà un progetto di presa in carico dell’anziano fragile, finora inattuato per mancanza di risorse.

Il piano, che si vorrebbe avviare entro l’anno, si fonda sul presupposto che nel presidio per la salute di Cividale è attivo l’unico ambulatorio in geriatria di tutta l’Azienda Friuli centrale e oltre: si punta a potenziare questo settore per conferire alla struttura una precisa vocazione, sviluppando un modello che preveda anche la possibilità che il geriatra internista intervenga a domicilio e attivando, soprattutto, una valutazione multidimensionale dell’anziano, fin dal suo ingresso in pronto soccorso, per inquadrarne subito la situazione d’insieme.

Ulteriore proposito è quello di creare un centro di riferimento per il decadimento cognitivo e per le malattie neurodegenerative».

Una specifica qualifica per la struttura, insomma, direttore Braganti?

«È la vocazione per Cividale. Grazie a questa specializzazione, il presidio potrà diventare un importante punto di riferimento per l’ospedale di Udine». —


 

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