Svolta storica a Cordenons: nasce il primo Consiglio Pastorale Unitario della diocesi per unire quattro parrocchie
Concluso lo scrutinio del fine settimana per l'organismo che guiderà le comunità di Santa Maria Maggiore, San Pietro, Sant'Antonio e Santa Giovanna d'Arco fino al 2031. Domenica 14 giugno la presentazione ufficiale al vescovo Pellegrini con un'unica messa solenne. Don Zaupa: «L'alternativa a questo cammino è morire»

Un passaggio che è storico. Con l’elezione dei componenti scelti dalle comunità dei fedeli, tenutasi nel fine settimana, prende forma il nuovo consiglio pastorale della comunità pastorale di Cordenons. È il primo organismo di questo tipo nell’intera diocesi di Concordia-Pordenone e sarà presentato al vescovo, monsignor Giuseppe Pellegrini, e alla comunità riunita, in occasione della messa delle 10.30 di domenica, nella chiesa di San Pietro Apostolo. Sarà l’unica messa del mattino a Cordenons; regolari invece quelle della sera nelle rispettive chiese.
Nei prossimi cinque anni, questo nuovo consiglio pastorale guiderà le quattro parrocchie di Santa Maria Maggiore, San Pietro Apostolo, Sant’Antonio Abate e Santa Giovanna d’Arco che dal 2024 compongono la comunità pastorale. Proprio la sua costituzione segna l’entrata a regime del progetto della comunità pastorale, voluto dal vescovo. In questi due anni, le quattro parrocchie hanno operato sempre più nel segno della collaborazione e d’ora in poi, all’interno del nuovo consiglio unitario, andranno a condividere tutti gli ambiti della pastorale: dai momenti liturgici e di preghiera alle diverse catechesi; dalla pastorale giovanile a quella famigliare, dall’attività della Caritas e alle attività degli oratori.
Questo modello rappresenta un unicum nella diocesi. Altre comunità pastorali sono già sorte negli ultimi anni, ma per il momento, fanno riferimento a consigli interparrocchiali, organismi intermedi tra i vecchi consigli pastorali parrocchiali e il nuovo modello adottato a Cordenons. Il nuovo consiglio pastorale sarà composto da una cinquantina di persone suddivise tra i laici che sono stati eletti lo scorso fine settimana, laici rappresentanti delle associazioni e dei diversi ambiti pastorali e laici cooptati dai sacerdoti.
Avrà il compito di orientare la vita pastorale delle quattro parrocchie, supportando i parroci don Ivano Zaupa, coordinatore della comunità pastorale, don Fabrizio De Toni e padre Cornelius Okafor dei Missionari dei sacri cuori di Gesù e Maria con i suoi confratelli, padre Anthony Enemuo e padre Anthony Okon. «Così come nella liturgia del Corpus Domini abbiamo celebrato la comunione tra i cristiani come unico corpo in Gesù Cristo», commenta don Zaupa, «allo stesso modo questa comunione si declina nella messa insieme dei talenti di ciascun volontario a supporto dei sacerdoti, per vivere nel segno della comunità, della condivisione e della corresponsabilità l’intera vita pastorale delle parrocchie. Queste manterranno la loro storia e la loro identità guadagnando in condivisione».
È un cambiamento culturale che riguarda il laicato, chiamato a una partecipazione sempre più attiva nei processi decisionali e nell’accompagnamento dei fedeli. «L’alternativa a questo percorso», fa notare don Zaupa, «è ritornare alla tradizionale formula delle singole parrocchie con i singoli consigli parrocchiali, ma questo vuol dire essere destinati a morire, a livello spirituale e pastorale, perché siamo sempre meno. Perciò, guidati dallo Spirito Santo, camminiamo insieme diventando una comunità unita e testimone dell’amore cristiano, in un tempo che è sempre più pieno di deserti individuali e sociali e di divisioni».
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