Cooperazione in lutto, addio a Noè Bertolin

Aveva 87 anni. È stato presidente della Cantina La Delizia dal 1976 al 2004. Il suo impegno per lo sviluppo economico



Addio a Noè Bertolin, storico presidente della Cantina La Delizia, esponente di spicco del mondo della cooperazione, della Democrazia cristiana e del Ducato dei vini. Si è spento domenica poco dopo le 6 all’ospedale di Pordenone, dove era ricoverato da qualche giorno a seguito del peggioramento delle condizioni di salute.

Dopo le scuole dell’obbligo, era partito come semplice agricoltore, nell’azienda agricola del padre Antonio, rilevata, con due fratelli, dal nonno. Nel 1976 l’impegno nella Cantina sociale cooperativa di Casarsa si fece pressante per un tragico evento: in un incidente stradale venne a mancare l’allora presidente Carlo Colussi, di cui Noè Bertolin era il vice. All’epoca si trattava di una piccola realtà, che trattava prodotti soprattutto a livello locale e che, nel corso dei mandati, seppe portarla nel panorama internazionale pur mantenendone salde radici e tradizioni.

Presidente di “emergenza”, rimase in carica sino al 2004, trasformando la piccola coop in un colosso, aprendo le porte all’export, in primis negli Usa. «Pensi – ricorda il figlio Roberto – che aveva difficoltà a parlare l’italiano e due volte l’anno trattava con gli americani la vendita di vino all’estero». Negli Stati Uniti, infatti, la cantina è arrivata a vendere il 50 per cento del suo fatturato. Ma proprio le difficoltà provenienti da quella realtà sarebbero state alla base del “ribaltone”.

Non aveva mai staccato la spina dalla terra. Cinque giorni la settimana si impegnava alla presidenza della cantina, nel weekend coltivava la sua passione, la sua vigna. Nel 2004 l’uscita di scena, dopo 28 anni di presidenza. Lasciava una cantina in massima espansione: oltre mille soci conferitori, mille 700 ettari di vigneto, fatturato annuo di 25 milioni di euro, gamma di qualità, aziende acquisite in regione, marcata propensione all’export.

Impegnato nelle fila della Democrazia cristiana (era stato anche consigliere comunale e provinciale eletto nel collegio Casarsa-Valvasone), collaboratore della Sagra dei Vino, Duca dei vini friulani di cui fu anche reggente, vicepresidente del Consorzio Grave del Friuli, cavaliere prima e ufficiale dopo della Repubblica, il suo più grande orgoglio fu la nomina, negli anni Novanta, a Cittadino dell’anno di Casarsa perché «era un titolo votato dai concittadini». Negli ultimi anni le condizioni di salute si erano fatte sempre più precarie, sino all’epilogo, l’altra mattina, a 87 anni.

La sua esperienza gli consentirono di ricoprire ruoli di rappresentanza nell’Unione delle cooperative, di cui è stato presidente provinciale dal 2001 al 2008, nelle aziende dell’agroalimentare (consigliere nazionale di Federagroalimentare) e nel campo della promozione del comparto, nella camera di commercio in rappresentanza del mondo cooperativo e per l’ente camerale anche nel cda della Fiera.

Lascia la moglie Ileana, i figli Daniella, Mario e Roberto, un fratello e una sorella nonché genero, nuora, nipoti, cognate e cognato. —



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